"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 11 aprile 2018

Gli Alpinisti del Lambrusco salutano e ringraziano Franz


Le Alpi perdono uno dei suoi più grandi estimatori, ma soprattutto una moglie e due “tati” perdono il loro papà. Con Franz ci siamo incontrati qualche volta in montagna, l’ultima poco più di un mese fa qui in Appennino. Franz era una persona carismatica, con idee ed una filosofia di vita ben salda, poteva piacere o non piacere, ma la sua competenza e professionalità in montagna, sia sul campo sia sul “Web”, era fuori discussione. Alle volte poteva apparire un poco pesante ed egocentrico, ma la sensazione che ho sempre avuto era di una persona sorridente buona e generosa, sempre aperto al confronto, a dispensare suggerimenti ed informazioni su salite e scalate. Franz era anche un calcolatore seriale, dotato di un’intelligenza e di un fiuto fuori dal comune; incarnava lo stereotipo dell’”alpinista della domenica”, che inanellava salite e giornate fantastiche in montagna, riuscendo a gestire lavoro e famiglia con l’invidia di molti. Con i suoi report fotografici precisi e dettagliatissimi sulle salite classiche alle grandi cime delle Alpi ha rivoluzionato l’informazione digitale, i suoi resoconti negli ultimi anni erano diventati il punto di riferimento sui forum specializzati. Grazie Franz per averci insegnato a sognare, ma soprattutto per averci dato idee ed entusiasmo per realizzarlie: il merito di tante nostre salite è anche tuo. Grazie di averci portato sull’aria sottile dei 4000… Buonanotte Franz, e speriamo sia buona… sicuramente sarà lunga.



Il Franz ha lasciato un segno indelebile anche nell’Appennino Modenese. Gli Alpinisti del Lambrusco perdono uno dei loro punti di riferimento. Non ci sono mai piaciuti gli idoli irraggiungibili, quelli solo da guardare e da non poter toccare… ma per spiegare questa storia facciamo un passo indietro di 10 anni…

Un gruppo di amici con gli zaini stracolmi di materiale e di cibo installa un campo base nei pressi del rifugio Mantova sul M. Rosa. Sarà la prima di innumerevoli avventure e scorribande alpine. Quella gita nel nostro immaginario era un traguardo ambito, una sorta di esame finale. La scalata a Capanna Margherita e la traversata dei Lyskamm era quanto di più grandioso potessimo aspirare noi escursionisti di pianura. Tornammo a casa trasformati e quello che doveva essere un punto di arrivo si rivelò ben presto un punto di partenza…
Erano anni in cui i social network non erano ancora così diffusi, noi eravamo giovani e neofiti, le relazioni e le notizie delle salite classiche alle grandi cime delle Alpi si cercavano spesso sulle guide cartacee, oppure su qualche forum specializzato che già da qualche tempo iniziava a fare la sua comparsa. Franz77, con l’immagine di un cannone, era il profilo che appariva sistematicamente in tutte le mie ricerche su Google. Erano anni di attività intensa del Franz, che collezionava 4000 praticamente ogni weekend di bel tempo. Non sapevo chi si nascondesse dietro quel profilo, ma ricordo che ero affascinato dal fatto che nel momento in cui scoprivo una montagna e ricercavo qualche informazione sul web sistematicamente compariva un report di Franz77. Ed era un resoconto fotografico che narrava esattamente l’avventura dei miei sogni, ciò che avrei desiderato fare su quella montagna. Un’avventura alla portata di mano, affatto irraggiungibile tanto da poterla quasi toccare, e che il Franz raccontava in modo talmente personalizzato ed emozionante che pareva aver attinto le informazioni nel cassetto dei miei desideri. L’appuntamento con i suoi report su on-ice era un momento atteso ed immancabile per qualunque appassionato. Erano quelli gli anni in cui la sua carriera alpinistica era all’apice con tante belle e difficili salite studiate nei minimi dettagli per aggiungere gli ultimi tasselli alla sua collezione. Mi immedesimavo totalmente nel suo tipo di alpinismo, che riusciva a trasfigurare nel presente l’alpinismo classico, letto sui libri. Alle volte poteva apparire un poco pesante ed egocentrico, ma il suo non era un atteggiamento egoistico ma coinvolgente ed in certo senso altruista. Il Franz ha regalato idee, sogni ed entusiasmo per realizzarli. Il merito di tante nostre salite è sicuramente anche suo, e credo che questo riconoscimento sia una delle cose che più lo renderebbe felice ed orgoglioso….
La condivisione di alcune delle nostre avventure sul forum di on-ice ci ha fatto conoscere il Franz, prima solo virtualmente, poi abbiamo avuto l’occasione di conoscerci personalmente… in quegli anni bastava frequentare qualche ghiacciaio e non era raro incontrare la combriccola del Franz. A noi è capitato ben 5 volte:

E’ un sabato mattina e siamo nel parcheggio di Cervinia alle prese con la solita preparazione dello zaino diretti verso la traversata dei Breithorn. Di fronte alla nostra macchina alcuni alpinisti fanno lo stesso. Osservo con attenzione e riconosco il Franz e la Mara. Appena una settimana prima aveva terminato la sua formidabile collezione dei 4000 e quindi rompiamo il ghiaccio portando i complimenti per il risultato raggiunto e facendo conoscenza. Loro sono diretti alla TRIFTJIGRAT al Breithorn.

Mentre siamo intenti a risalire i ripidi pendii alla base della Faustinelli notiamo due luci frontali che ci inseguono, ma poi deviano leggermente più a destra e risalgono la via della goulottina passando a fianco del seracco pensile. Ci osserviamo e ci fotografiamo a vicenda ignari. Franz è diventato papà da appena una settimana: è nata Emma, la sua prima figlia. La settimana dopo quando pubblica il consueto report su on-ice scopriamo chi era la misteriosa coppia che ci inseguiva.

L’estate del 2014 ha regalato condizioni fantastiche in alta montagna. Franz come suo solito ne ha approfittato inanellando tante pareti nord una più bella dell’altra. L’ultimo weekend di settembre decidiamo di tentare la parete nord del Disgrazia e, una volta giunti al parcheggio, ci ritroviamo ancora una volta con la combriccola del Franz, questa volta con lo stesso obiettivo. Siamo in tanti, e facendo due conti superiamo i posti disponibili del bivacco Oggioni. Inizia una sorta di rincorsa per chi prima si accaparra i posti disponibili. Non so per quale motivo ma dubitiamo sulle intenzioni del Franz e siamo convinti che stia escogitando un piano malefico per tagliarci fuori. Ancora non so perché ma il Franz rimane da solo ad inseguirci e alla nostra domanda di dove sono i suoi compagni la sua risposta è: “hanno preso una scorciatoia per fare prima ed accaparrarsi i posti”! Non capiamo fino in fondo il suo tono scherzoso e ci rimaniamo pure male maledicendolo. Figuriamoci… Llui continua del suo passo lento e i posti in bivacco sono probabilmente la sua ultima preoccupazione… Giunti al bivacco Taveggia noi ci fermiamo per paura di non trovare posto… ma in realtà i suoi compagni si sono persi ed arriveranno molto dopo… La mattina seguente arriviamo al bivacco Oggioni troppo tardi e stanchi e ci limitiamo ad osservare dal basso la salita del Franz. I giorni seguenti ci sentimmo, e lui ci rimase male di questo malinteso che si era creato, sicuramente non voluto…

MONTE ROSA_SETTEMBRE 2016
Sabato mattina mentre in auto saliamo verso la Val d’Aosta compare un post su facebook di Franz con un’immagine di un anonimo ghiacciaio. Il Franz era solito pubblicare un indizio in anteprima delle sue scorribande. Riconosco il ghiacciaio del Lyskamm e quindi deduco che lo avrei incontrato salendo verso il Gnifetti. Poco dopo il rif. Mantova infatti vedo una sagoma che si muove goffamente sul ghiacciaio. Davanti riconosco Mara e poco dietro il Franz. Ci fermiamo per un saluto e qualche battuta.

Negli anni seguenti il rapporto con il Franz si era fatto più confidenziale, ci eravamo sentiti al telefono più volte ed era in programma anche qualche salita insieme. L’occasione viene per il raduno di “Scanalando”, dove Franz accetta l’invito e scende in Appennino. Si cena e si chiacchera e la sensazione ancora una volta è quella di una persona sorridente, scherzosa, buona e generosa, sempre aperta al confronto e a dispensare suggerimenti e informazioni. La mattina Franz e Mara sono i primi a partire e su nostro suggerimento puntano all’unica salita di ghiaccio realmente fattibile. Noi li seguiamo dopo un’ora e a sorpresa li vediamo ritornare sui loro passi. Riferiscono di un pendio carico di neve poco rassicurante. Ancora oggi questa scelta mi lascia perplesso. Stiamo parlando di 50 m su un pendio che già avevamo percorso la sera prima e che non ci era parso così pericoloso. Sicuramente sintomo che ultimamente il Franz aveva abbassato l’asticella del rischio, ed effettivamente nell’ultimo anno la frequenza e la tipologia di scalate erano decisamente calate. Sino a quella maledetta via al Concarena… chissà, forse aveva voglia di riscatto, di rimettersi in gioco con una delle sue formidabili avventure…

lo sguardo infallibile del Franz durante la cena al rif. Vittoria del 10 febbraio 2018

1 commento:

  1. Fabio Bertoncelli18 aprile 2018 21:24

    «Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta.»

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