"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

sabato 24 giugno 2017

AIGUILLE DU CHARDONNET_Cresta Forbes

 


Ogni volta che mi ritrovo a percorrere queste creste mi ripeto che è l’ultima, troppo faticose, lunghe e rischiose, ed inoltre sottraggono tempo alla famiglia, alle amicizie e deconcentrano dagli impegni lavorativi,  insomma, tutto  direbbe di lasciar perdere, e di osservare le montagne dal basso che in fin dei conti son belle lo stesso. Mentre la mente invita ad un ragionamento razionale, il cuore e l’istinto viaggiano in controcorrente;  è una continua  lotta interiore che ti logora e ti esalta allo stesso tempo.
La mente finisce per cedere ed ancora una volta ci ritroviamo sospesi nel cielo ad inseguire un inutile filo roccioso. Intorno silenzio, un mondo inospitale ed apparentemente senza vita, ma tremendamente reale, luminoso, sincero. Sono pochi istanti, ma anche cuore e mente qui trovano un allineamento comune e pacifico e viviamo attimi densi di vita.
L’Aiguille du Chardonnet, non ha vie di salita facili, svetta isolata tra i bacini del Tour e dell’Argentiere ed è considerata la sorella minore dell’Aiguille Verte che la sorveglia da vicino. La cresta Forbes è una vera e propria passerella che sale in vetta con un percorso estremamente classico, composto da una prima parte glaciale ed a seguire una lunga e divertente cavalcata di gendarmi rocciosi. I passaggi mai difficili sono sempre in massima esposizione e il panorama sui giganti ghiacciati del bacino d’Argentiere obbliga a numerose soste fotografiche.
Per questa traversata si ricompone la stessa cordata di un anno fa alla Weissmies con Barba ed Alle. Il risultato sarà il medesimo: obiettivo raggiunto, traversata magnifica e cavalcata eterna con rientro in piena notte!
Sabato saliamo al Rifugio Albert, con tutto il materiale da bivacco ed allestiamo la tenda sui terrazzamenti rocciosi poco distante dal rifugio. Il pomeriggio pare non finire mai e nonostante i nostri sforzi di aspettare il tramonto alle 21, con ancora il sole alto, ci arrendiamo alla tenda. La sveglia è per le 2.00 per cercare di sfruttare al meglio il rigelo mattutino. Nonostante siamo ad inizio stagione la neve è poca e sono già presenti diversi tratti di ghiaccio. La parte glaciale fino in cresta non oppone grosse difficoltà, la gobba della “bosse” presenta il tratto più ripido a 50° in ghiaccio dove fanno comodo un paio di viti. La cresta è abbastanza pulita ma sono presenti alcuni traversi in ghiaccio a volte delicati. In 3 procediamo lenti, ma finalmente arriviamo in vetta circondati da un panorama nuovo e bellissimo: sono gli scrigni glaciali della porzione nord del Monte Bianco.  In primo piano la triade Verte-Droties-Courtes ruba la scena, seguono il Triolet e il Dolent ed infine l'Aiguille d'Argentiere chiude l'omonimo bacino con i seracchi della sua glaciale parete nord che si tuffano in Svizzera nel bacino di Saleina. Ed ancora il bacino del Trient con il suo altopiano glaciale, da cui emerge la rocciosa vetta dell'Aiguille du Tour. Ad est spicca la mole del Gran Combain e dietro le piramidi della Corona Imperiale. A sud fanno capolino la Nord del Gran Paradiso e La Grivola. Che bella questa zona del Monte Bianco!   Iniziamo la discesa verso mezzogiorno con neve marcia su esposti pendii di ghiaccio. Iniziamo quindi le corde doppie e con 15 calate da 30 m siamo al colle nevoso Adams Reilly. Qui condividiamo due calate “obbligate” da 60 m con 4  francesi che gentilmente ci ospitano sulle loro corde per superare la crepaccia terminale che al momento presenta un salto di 2 m in altezza e 2 in larghezza. E’ ormai pomeriggio inoltrato e superiamo un paio di ponti di neve davvero al limite, quando improvvisamente  la corda si tensione ed Alle scompare alla vista dentro un crepaccio. Ne esce poco dopo senza grossi danni. Anche la discesa ci ha impegnato e rallentato e l’ultima funivia è persa, quindi non ci resta che caricarci tutto sulle spalle ed affrontare il bel sentiero che scende direttamente a lato della morena sino al paese di Le Tour dove arriviamo con le ultime luci. Il viaggio verso casa è l’ultimo sforzo di una 24 ore intensa che ogni volta è dannatamente bello vivere!


 AD+, III+, 50°
  
 
 sopra in rosso la via di salita per la cresta Forbes, in verde la discesa per la via normale (AD)

salendo al Rif. Albert, con il Bianco in bellavista

l'erede di Norbert Joos

 compare la nostra meta


il campo tenda con Chardonnet


 
 e Verte

 il Rif. Albert

 
 ozio pomeridiano

 alba

 le 3 Piramidi Vallesane: da sin Weisshorn, Dent Blanche e Cervino

 
 sulla gobba  glaciale della Bosse

 
 salendo la gobba

 
 verso la cresta

 la cresta rocciosa


 sui primi gendarmi

 
 sempre esposti sulla nord

 la triade Verte-Droties-Courts

zoom sulla Verte
 
 
 La Nord dell'Aiguille di Argentier


 estetici gendarmi



 passaggi su cresta...

 su neve,...

 a cavalcioni,...

 in camino,...

 su placca,...

traversi,...

 Alle...

Barba...

 
Giampa,..

ultimi passaggi


 arrivo in vetta

Verte e Monte Bianco

Aigulle du Tour

Dolent e Triolet

 iniziano le doppie

in evidenza la doppia obbligata da 60 m per il superamento della crepaccia terminale

 sul sentiero diretto della morena verso le Tour