"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

lunedì 10 aprile 2017

Il Canalone dei canaloni!


11 marzo 2017
Dovevo approfittare ancora una volta di queste condizioni perfette per togliermi un'ultima voglia. Il Canalone dei Bolognesi, itinerario classicissimo e remunerativo, lo avevo salito ormai sei anni fa, in una giornata indimenticabile con Giampa e il Custode Alberto. Fu il mio battesimo appenninistico, i cui ricordi tendevano ormai a sbiadire nella nebbia che ci avvolgeva quel giorno. La voglia di ripercorrerlo è cresciuta negli anni ma la salita però è stata sempre rimandata per la presenza di altri obiettivi o di dubbi sulle condizioni.
Questa volta l'unico dubbio erano le temperature diurne così, per tagliare la testa al toro, partiamo in piena notte sotto un cielo stellato che garantisce un ottimo rigelo. Per questa salita ho coinvolto Martino, desideroso  di calzare per la prima volta i ramponi ed entusiasta di cimentarsi nelle bizzarre avventure degli Alpinisti del Lambrusco.

Verso l'una di notte raggiungiamo la Valle del Silenzio, in vista dei Canalini Nord, illuminata a giorno dalla luna. Su neve marmorea saliamo rapidamente alla cresta dei Balzi dell'Ora mentre Martino prende definitivamente confidenza con gli attrezzi, poi ci caliamo al buio della parete Est. 
Traversando appena possibile alla base della parete inizio a capire che, con la visibilità ora ridotta ai fasci di luce delle nostre frontali, non sarà semplice individuare il canale. La mia memoria non ci aiuta, e traversiamo un bel po' tra numerosi dubbi sotto imponenti pareti rocciose amplificate dalle tenebre. Iniziamo a risalire un canale, ormai convinti di essere fuori strada, finchè finalmente riconosco qualche roccia; sollevati, in breve (in realtà mica tanto: 3 ore dall'auto...) siamo alla base del tratto ripido e troviamo subito un chiodo di sosta.
Dalla base si intuisce bene il resto del canale, completamente bianco tra torrioni rocciosi, e l'inizio appare subito tosto con un bel muro verticale di ghiaccio eccellente. Rinforzata la sosta inizia il divertimento: salgo veloce, proteggersi è difficile e servirebbero più chiodi da ghiaccio (ne ho uno solo), ma non ne avverto quasi il bisogno se non per l'esposizione da vertigine. Alla base del muro successivo mi sposto sulle rocce di sinistra, trovo una fessura per un paio di ottimi chiodi e recupero Martino. Riparto per il tiro successivo e, dopo un altro muretto, sono al famoso traverso: volevo salire direttamente sulla destra, ma qua il canale frega un po' tutti attirando verso una sosta là per aria a sinistra, prima della quale si deve traversare verso destra. Qui la neve non è il massimo (unico punto su tutto il canale) e l'esposizione è da brivido, perciò scendo un po' iniziando ad obliquare più in basso. La cosa funziona bene e incontro presto l'unico chiodo che ricordavo, alla base del canalino finale. Ora è praticamente fatta! Confido nella lunghezza della corda puntando alla cresta, miracolosamente mi basta al pelo per uscire al vento; allestisco una sosta su neve. Solo ora la tensione si allenta un po', e mi accorgo dello spettacolo dell'alba appena iniziato. Nel vento tagliente non mi sento con Martino, che riesce comunque a smontare la sosta e risalire, un po' infreddolito e provato ma anche lui parecchio divertito. Ci congratuliamo in vetta scaldandoci al primo sole. 
Il canale era in condizioni strabilianti, la bellezza della linea e della scalata oltre ogni ricordo. Anche le difficoltà, sia quelle tecniche (nonostante l'ottimo ghiaccio) sia quelle globali, sono superiori a ciò che ricordavo: complimenti ancora a Martino, ormai a tutti gli effetti candidato Alpinista del Lambrusco, per lui un battesimo su ghiaccio di tutto rispetto!
Ora possiamo davvero rassegnarci, più che soddisfatti, alla fine dell'inverno appenninico!






Il canale dalla cresta dei Balzi.
Indicato il tracciato e le soste da noi effettuate; con un puntino i chiodi trovati in loco.
S0 su chiodo presente e friend medio, S1 su chiodi (tolti), S2 su neve.
A metà del secondo tiro, spostata sulla sinistra, la sosta con cordone da evitare.


Una settimana dopo ha percorso il Canalone anche Andrea trovando ancora ottime condizioni: qui le sue foto, almeno lui è andato alla luce del giorno!

1 commento:

  1. gran canalone,...gran nottata,...gran foto,...gran condizioni,..grande Martino,..e come al solito super Barba!

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