"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 5 aprile 2017

GROßVENEDIGER SKITOUR_La traversata del Grande Veneziano



Il Großvenediger con i suoi 3666 m è la terza Vetta più elevata interamente Austriaca, dopo Großglockner e  Wildspitze. Ha diversi apparati glaciali ed insieme formano un vero e proprio gruppo di montagne, che gli Austriaci conservono gelosamente, tanto che risulta quasi sconosciuto agli Italiani. Eppure sorge proprio dietro la Valle Aurina, ma la sua visuale rimane nascosta e svela i suoi profili più nobili solamente verso nord quasi volesse volgere le spalle. La leggenda vuole che i  primi salitori dalla  vetta videro il Golfo di Venezia, da qui la traduzione letteraria "il Grande Veneziano". Come tante montagne del Tirolo, il Großvenediger si presta perfettamente ad essere salita ed attraversata con gli sci e la stagione migliore è la primavera quando i suoi ghiacciai sono ancora ben innevati e scintillanti. Dopo l'assaggio Tirolese dello scorso anno il Großvenediger era in pole position per un ritorno in quelle zone, e quando il Nick lo propone come alternativa ad un Tour più ad Ovest accettiamo entusiasti. Si rivelerà una scelta azzeccata spostarsi ad est e giovedì 23 marzo in 5 scialpinistidellambrusco ci troviamo a risalire la Virgental alla ricerca di quella che pare essere l'unica finestra di bel tempo sulle Alpi per la settimana. Lasciata l'auto in località Streden ci incamminiamo verso la Essener Rostocker Hütte con gli sci nello zaino. Il tempo è incerto, la neve è poca e carica di umidità e solo nella parte finale riusciamo a calzare gli sci. Giunti al Rifugio siamo gli unici italiani, ma l'accoglienza e l'ottimo cibo ci metteno subito a nostro agio. Venerdi mattina siamo i primi a partire e risaliamo soli sino al colle sotto la piramide rocciosa del Großer Geiger, dove lasciamo gli sci per raggiungere ramponi ai piedi la croce di vetta a 3360 m. Tornati al colle due doppie attrezzate da 20 e 10 m (necessaria una corda da 60 per un'unica calata) ci depositano sul ghiacciaio dove finalmente iniziamo a sciare. Scendiamo il primo bel pendio poi teniamo troppo la destra e con un breve traverso tra qualche roccia rientriamo di nuovo in pista ed in breve raggiungiamo le sponde del lago proprio sotto il terrazzo roccioso dove sorge in bellissima posizione la Kürsingerhütte. Per raggiungerla bisogna ripellare e con ampio semicerchio risalire faticosamente al Rifugio dove a fine giornata l'altimetro segnerà un dislivello di +1800 m! La posizione è splendida, sicuramente la migliore del Gruppo, da qui il Grande Veneziano svela i suoi profili nobili, la piramide del Großer Geiger ruba la scena e fa capolino anche un insolito profilo del Picco dei tre Signori. Anche qui siamo gli unici Italiani, e fatichiamo pure a trovare "un interprete" che ci traduca in inglese! Le stanze sono ampie e con arredo d'epoca ma c'è qualcosa da rivedere sulla gestione, che ci è parsa caotica e poco organizzata per un rifugio del genere.  Sabato è finalmente il giorno del grande Veneziano, la giornata è splendida, sfiliamo sotto alla parete nord ed attraverso il colle del Vendingerscharte rimontiamo il seracco di ghiaccio strabordante che seguiamo sino in vetta. E' un 360° che si estende a perdita d'occhio. Sulla vetta è infissa una poderosa croce metallica, e bisogna riconoscere che gli Austriaci sono davvero generosi ad addobbare tutte le loro cime! Agganciamo gli sci poco sotto la croce e diamo il via ad una bellissima discesa di 1500 m su ottima neve che ci porta fino alla Johannishütte. Bisogna ignorare la traccia sulla sinistra che porta alla Defreggerhamus e tenere la destra sino ad imboccare un vallone e poi un canalino più ripido (35°) che sbuca nella valle pianeggiante poco distante dalla Johannishütte. Da qui lo scarso innevamento ci obbliga ed una discesa per buona parte a piedi sino al paese di Hinterbichl, dove il profumo di resina dei larici ed il verde ormai predominante ci risveglia nuove fantasie estive. Una traversata assolutamente consigliabile, tutta da guadagnare e da assaporare. Un peccato lasciarla solo agli Austriaci!

il percorso della traversata

SCHEDA TECNICA

1° GIORNO_ Streden(1403 m)- Essner Rostocker Hutte(2208 m)
dislivello: 800 m
dal parcheggio al termine della valle si risale la stretta valle di Maurertal, sino al Rifugio che compare alla vista verso la fine sulla sinistra. (2,5 ore) Percorso con scarsa sciabilità in discesa.

2° GIORNO_ Essner Rostocker H - Großer Geiger(3360 m) - Kürsingerhütte(2547 m)
dislivello (compreso saliscendi): 1600 m
Dal rifugio si percorre per circa un'ora la valle che prosegue pianeggiante. La visuale del Großer Geiger rimane nascosta per buona parte della salita. Si prosegue ora sulla destra su pendenze più accentuate sino a raggiungere il Colle dove è presente un ometto in pietra con sosta attrezzata di calata. Qui si può fare il deposito sci. Ci si lascia la cresta sulla sinistra e per pendio nevoso si aggira la cima arrivando in breve ad un secondo colle dove per roccette si arriva facilmente alla croce di vetta con bella visuale sulla parete sud-ovest del Großvenediger. Tornati al primo colle ci si cala con una doppia da 30 m al ghiacciaio sottostante (possibilità di spezzare la calata) e calzati gli sci si punta dritto sino ad incunearsi in uno stretto passaggio tra una zona di roccette (sulla dx) ed una serccata sulla (sx). Da qui bel pendio con ampio curvone verso destra e seguendo la lingua glaciale si arriva al lago sotto il terrazzo roccioso della Kürsingerhütte. Risalire ora faticosamente a monte del lago su percorso tracciato da paline sino al Rifugio. (7/8 ore)

3°GIORNO_Kürsingerhütte-Großvenediger(3666m)-Johannishütte(2121m)-Streden

dislivello: 1300m
Dal rifugio si costeggia senza perdere quota il fianco della montagna sino a giungere in prossimità della lingua glaciale dove conviene abbassarsi di circa 100 m sul ghiacciaio stesso. Da qui il percorso è evidente e per dolci pendii si risale con ampio semicerchio sino a portarsi sotto la parete nord del Großvenediger in vista del colle Vendingerscharte. Si segue la schiena nevosa del seracco sino a giungere su una crestina a pochi metri dalla croce di vetta che si raggiunge a piedi. Calzati gli sci si scendono gli ampi pendii sulla destra, si evita la traccia che taglia verso sinistra alla Defreggerhaus e tenendo la destra si imbocca un vallone che conduce ad un ripido canalino (35° tratto più ripido di tutta la traversata) quindi si arriva alla pianeggiante piana a poca distanza dalla Johannishütte. Da qui con buona copertura nevosa si arriva praticamente a valle in sci in alternativa una mulattiera carrabile scende al parcheggio dove per strada asfaltata in 2.5 km si ritorna al parcheggio di Streden. (7/8 ore)

DIFFICOLTA':  in alcune relazioni il Tour si trova classificato come OSA, a noi è parso eccessivo, le difficoltà sciistiche sono contenute max 35° per un breve tratto ed anche le difficoltà alpinistiche pur richiedendo l'uso di attrezzatura sono contenute. Quindi BSA complessivamente

web cam Essner Rostocker Hütte
web cam Kürsingerhütte

1° giorno
 

 
la Essner Rostocker Hütte

2° giorno
salendo verso il Großer Geiger

  
il colle del deposito sci e della corda doppia

il Nick arriva in vetta

 
 si scopre finalmente il Großervenediger e la sua parete sud-ovest

 
fa capolino anche il profilo del Großglockner

 
in discesa verso il colle

ci affacciamo sul versante nord, in blu la Kürsingerhütte


ci si prepara per le corde doppie

 
e finalmente si inizia a sciare

 


pendii...
 
...da tracciare

video


video
atmosfere di discesa

sosta prima di ripellare

 
sul terrazzo della Kürsingerhütte

 
Apres ski
estenuante e lunga attesa per la cena

 
la bella piramide del Großer Geiger ed il percorso di discesa dal colle

il versante nord-ovest del Großervenediger ed il sinuoso profilo della cresta nord

 
zoom sulla vetta

3° giorno
magica alba sul ghiacciaio

 

 
il profilo del Kleinvendiger

skitour da cartolina

 


  si sale

 
al cospetto della parete nord


 
sotto al seracco strabordante

 

nord


Osttirol

 
Edo al deposito sci

 
l'arrivo del Presidente

 
si prosegue a piedi

  la crestina per la croce di vetta

 
La croce del Grande Veneziano

 

 
Paolo in vetta

 
i pendii verso sud


video
a lezione col maestro


verso la Johannishütte

nuove discipline

 

brindisi alla bellissima traversata!

4 commenti:

  1. Bellissimo!! Volete dire che sia ora anche per me di darmi allo scialpinismo??

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  2. no Barba non devi darti allo scialpinismo, ma semplicemente aggiungerlo alla lista delle attività. Anche lo sci è un ottimo mezzo per la grande esplorazine di Alpi e Appennini.

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  3. Ho preso spunto dalla vostra relazione,anche se da tempo in me ronzava in testa questo mantra "Gran Veneziano.
    Fatto nel ponte del 25/Aprile ultimo scorso con ciaspole e ramponi.
    Grazie per la relazione....Poteva essere interessante avere anche le vostre tracce gps.
    Ma quel cordino sfilacciato di calata ne vogliamo parlare???
    Un salutone e grazie
    Gianni

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  4. ciao Gianni, bravo! la traversata si presta bene anche con le ciaspole.
    Purtroppo o per fortuna, per ora, noi non utilizziamo apparecchi che registrano tracce gps.
    Cavo sfilacciato? Le soste per le doppie non mi parevano così malconce, magari da ricontrollare ed integrare se necessario, insomma classico ancoraggio alpinistico di alta montagna.

    ciao

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