"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 15 marzo 2017

Il grande giorno delle linee magiche_parte seconda

Senza nemmeno dircelo sappiamo già che direzione prendere. Le nostre fantasie su questa giornata, sviluppate nei giorni precedenti in maniera minuziosa, sono ora diventate un copione ben noto da seguire. Passiamo dalla croce senza quasi fermarci, è ancora ben incrostata di ghiaccio, probabilmente è così da un mese a questa parte. Scendiamo verso la Forcella.

La Forcella è, nella mia visione, il bellissimo centro del Monte Giovo, crocevia e luogo di transito di tantissime giornate su quella montagna. Dal pendio che la sovrasta, balcone su tutto l’Appennino modenese, si può godere di una splendida vista a picco sul Lago Santo e il Rifugio Vittoria, incorniciato da quel torrione inconfondibile, culmine dello Sperone della Borra dei Porci. Da un lato della Forcella sbuca ripido il Canale Sinistro, dall’altro passa un canaletto (Alp 99) che rappresenta la discesa più rapida verso la Borra dei Porci. Decine di volte siamo passati di qua, quasi sempre per concatenare salite; ci vuole una certa dimestichezza del posto per dirigersi verso il baratro, superare gli indugi e gettarsi a culo indietro per il canale che in partenza sfiora i 50°.
Dalla Forcella, sulla destra, in direzione della vetta, un avancorpo è solcato da un ripido colatoio: è il Fantasma del Lago, e da qui si ha una visione completa di quanto sia ripida questa vera e propria cascata nascosta tra le pieghe del Giovo. Nascosta per modo di dire, perché da questo punto è proprio lì di fronte. Non solo, si vede perfettamente anche dal piazzale del Rifugio Vittoria (beninteso bisogna sapere bene dove cercarla) ed è sempre visibile in diretta dalla webcam del Tex. Da qualunque altro punto la cascata è nascosta, come inghiottita dalla montagna. Scendendo dalla nostra scorciatoia vi si transita alla base, e uno sguardo sognante glie lo abbiamo rivolto ogni volta. Qualora ci fosse ghiaccio, questo era sempre molto sottile, spesso assente alla base e più in alto chissà; a volte si sarebbe quasi potuto salire, ma sarebbe stato impossibile proteggersi su quello strato appoggiato su placche lisce, pensavamo; altre volte il ghiaccio era cotto, scollato. Ma più spesso non c’era proprio nulla!
Non sappiamo molto sulla cascata, ma è evidente che sia la via più dura del Giovo. Altrettanto evidente che sia uno dei nostri obiettivi principali!
Difficile prevedere la formazione del Fantasma del Lago – il nome dice tutto – ma forse abbiamo ormai capito che non serve il grande freddo per farlo apparire, quanto piuttosto una quantità d’acqua abbondante, difficilmente presente visto l’invaso sommitale molto ridotto, e un buon rigelo notturno. Riparata dal sole a quota 1850, oggi dovrebbe essere al massimo della forma!

In vista della Forcella, scendiamo dal canale mentre la vista sul Fantasma è sempre più completa; capiamo subito che si può fare! Sostiamo sulla destra, stupendoci della verticalità della partenza. Qui ci ricordiamo di avere solo tre chiodi da ghiaccio, un po’ pochini per affrontare una cascata ma un numero più che ottimista per una salita appenninistica. Ci faremo bastare quelli, finalmente oggi li useremo!
Lascio volentieri andare Edo da primo, la sua esperienza su ghiaccio servirà tutta. Nel dubbio sale dritto per dritto per alcuni metri verticalissimi, tribolando a trovare ghiaccio buono, poi scompare alla mia vista. Una volta arrivato alla sosta, un provvidenziale albero sul pendio sommitale a 40 metri di distanza, mi incita a salire. Tolti i tre chiodi di sosta anche io assaggio finalmente questo ghiaccio tanto sognato. La partenza è delicata, ripida e con ghiaccio non sempre ottimo, 5 metri verticali seguiti da un tratto più appoggiato; il secondo risalto non è più facile del primo, il ghiaccio è buono ma obbliga ad alcuni passaggi atletici, ma in un attimo sono sotto il faggio a cui è appeso Edo. Proseguo senza prendere altro materiale su un terreno evidentemente più facile, 65° su neve e ghiaccio fantastici con pochi saltini più ripidi. Allunghiamo il “tiro” per circa 120 metri fino a ritrovare le nostre orme che scendono alla Forcella.
Qui ci facciamo i complimenti di rito, confrontandoci su quanto fosse duro il tiro appena salito, ben oltre le nostre aspettative, a dispetto delle informazioni raccolte in giro. Facciamo su la corda e ancora una volta ripartiamo per un altro obiettivo!


P.s.: Nella guida “Appennino di neve e di ghiaccio” abbiamo riportato difficoltà su ghiaccio di 2+/3 e pendenza di 80°. Sicuramente 3+ è un grado più appropriato, e l'inclinazione è 90°!!


...continua...



 La nostra croce di vetta preferita!

 Sopra la Forcella. Il Fantasma del Lago in primo piano, in lontananza il Rondinaio.


 Oggi il Fantasma sembra volersi concedere!


 Edo sul ghiaccio ripido


 A metà della colata




Edo appeso sopra il lago

 Il canale sopra la sosta

 Di nuovo qua sopra, pronti a ripartire!

1 commento:

  1. ci sto prendendo gusto con questa giornata magica! un Fantasma in carne ed ossa così non l'avevo mai visto neanche io!

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