"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 4 novembre 2015

Crozzon di Brenta, Via delle Guide


"Ricordetelo ben, se rampega prima cola testa, po' coi pei, e sol ala fin cole man."
B. Detassis

Ci siamo scaldati sulla Torre di Brenta, ora bisogna cominciare con le cose serie!
La sfida è ambiziosa e siamo in 3 e non più in 4 ad affrontarla. Saremo più lenti ma almeno non ci annoieremo in sosta. Dopo una notte in tenda fuori dal rifugio Brentei, partiamo di buon mattino verso la base del Crozzon. La temperatura è ancora bassa, le mani son fredde ancor prima di partire.
Bene ma non benissimo! Passiamo gli sfasciumi e cominciamo a salire il primo pezzo del canalone Neri, gradinando con pietre le neve ghiacciata. Siamo all'attacco! Vediamo la scritta "Via delle Guide" quasi una decina di metri sopra di noi, segno che il canalone si sta ritirando parecchio con il passare degli anni. Apre le danze Riccardo, i primi tiri scorrono veloci e già ci rendiamo conto che qui in Brenta i gradi non son per nulla regalati e le protezioni non abbondano. Sul quarto grado (e che quarto!) la chiodatura è molto scarsa, spunta giusto qualche chiodo poco prima dei passi di quinto, spesso in totale verticalità o strapiombanti. I tiri centrali di V/V+ sono una vera goduria, talvolta in totale esposizione. Un vero capolavoro firmato Detassis. Come previsto non procediamo troppo velocemente, ci scappa anche un piccolo fuori via a peggiorare le cose. Passati i più impegnativi tiri centrali le difficoltà calano, ma cominciamo a sentire la stanchezza dei 500 m percorsi. Ora bisogna stare anche più attenti alla roccia, non sempre ottima. Si alternano tiri di III/IV, fino ad arrivare a una grossa cengia, dove si prosegue verso l'alto entrando in un grande canale di II/III, senza via obbligata.
Siamo immersi nella nebbia, siamo stanchi, assetati e ormai non vediamo l'ora di arrivare in cima.
Ma questa cima sembra non arrivare mai! Zigzaghiamo quà a là in cerca del facile e della roccia migliore e finalmente, dopo 13 ore di scalata, riusciamo ad arrivare al Bivacco Castiglioni, stanchi ma felici! Divoriamo con foga il poco cibo rimasto e ci corichiamo nelle brandine.. ci voleva proprio un po' di riposo!
Il giorno dopo ci alziamo senza troppa fretta e ci prepariamo a scendere. Abbiamo optato per la normale, verso Cima Tosa, forse più lunga che ma sicuramente più divertente. C'è un po' di tutto.. un po' di doppie, qualche traversata su cengette molto esposte, arrampicata, disarrampicata e non manca neppure qualche canalino di ghiaccio! Arrivati a Cima Tosa le difficoltà calano e continuiamo a scendere verso il rifugio Pedrotti. Un'altra oretta abbondante di cammino e siamo al Rifugio Brentei!
Ultimo sguardo alla parete, foto, e via che si torna a casa.
Gran avventura e gran compagnia!

Salita effettuata il 15 luglio




Al cospetto

Sui primi pendii del Canalone Neri

Selfie all'attacco... 

... e via col primo tiro!





Ora tocca alla Laura!





Gli impegnativi tiri centrali







L'esposizione in alcuni punti è notevole



E ora parte Edo



Traversata esposta

Le bellissime placche nere di metà parete



Affollamento in sosta

Ultimi tiri duri...



La roccia inizia a peggiorare verso la fine



Ormai ci siamo..

Vetta!

Skyline mattutino



Verso Cima Tosa..



Paesaggi mozzafiato

Occhio a dove si mette i piedi..

Il passo del gatto



Cima Tosa!





Si torna a casa!










1 commento:

  1. Bravi! Bravi! Bravi! Bellissime anche le foto, bravo Edo!!

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