"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 15 marzo 2015

Gooooooodbye Inverno! Sperone di Punta Sofia



Venerdì da Leoni sulla Est del Corno, non tanto per le difficoltà della via o per la pericolosità dell'itinerario oppure per l'asprezza del luogo…ma per il caldo!
Dal Cavone raggiungiamo, in quattro, il Passo del Vallone quando appena è incominciata l'alba. Rossi di fuoco, si scoprono alla luce del Sole i moschettoni e i chiodi da ghiaccio e i friends, appesi come monili antichi ai nostri pesanti imbraghi. Siamo armati come i cacciatori di una tribù primitiva, intenzionati ad esplorare uno sperone nascosto al centro della parete Est. Nonostante i buoni propositi, però, alla vista del "Bolognesi" i nostri progetti si vedono frantumare in mille pezzi come le pietre che, al primo disgelo, precipitando dai Balzi, si schiantano alla base dal canalone, asciuttissimo: condizioni dubbie e temperature estreme! Decidiamo quindi per la via di casa più sbrigativa, che, lo ricordiamo, passa sempre per la vetta, e iniziamo a salire velocemente lo Sperone di Punta Sofia. Questo è l'itinerario più estetico e panoramico della parete, gradato AD-. Con passi di misto, per un bel canalino appena accennato, ci portiamo sul filo dello sperone. La neve, prima a tratti bagnata e sfondosa, è qui bella dura. Su pendenze rilassanti ci portiamo all'imbocco di un secondo canalino, una goulotte di erba e neve che per una ventina di metri si impenna tra due muri di roccia. Riportati sul filo, affrontiamo due muretti verticali di misto Appenninico, con delicata uscita su arbusti nani da frutto (mirtilli). Come il profumo del ginepro si manifesta quando meno te l'aspetti durante una salita sui nostri Monti di casa e risveglia sensazioni di piacere vero, così quest'Inverno si è manifestato a noi, regalandoci pochi ma indimenticabili momenti di pura gioia. Un grazie agli amici del D4 che hanno speso con noi questa lunga ed emozionante mattinata. Che sia di buon augurio per i loro grandi progetti!!


Alba dal Passo del Vallone


                                 



Primo saltino di misto


Nord dell'Ama Dablam??


La via di casa


Edo in preda alle caldane (e alla fame, costante)



Edo in azione nella goulotte



Estetica 







Ultimi metri di misto verticale




Esperto Appenninista in uscita su ginepri


Simone, talentuoso alpinista Abruzzese

martedì 3 marzo 2015

VAL PAGHERA_ Terrordactyl e Mazinga Zeta

 
La nostra esplorazione delle valli ghiacciate dell'Adamello continua con La Val Paghera in alta Val Camonica. Dall' abitato di Vezza d'Oglio  si stacca una piccola stradina che sale tra conifere ed abeti immergendosi nella solitaria e ombrosa valle. Se non fosse per le colate di ghiaccio che d'inverno ornano i ripidi fianchi delle montagne circostanti, la Val Paghera sarebbe un angolo alpino dimenticato e di scarso interesse. Parcheggiamo l'auto nei pressi di un piccolo spiazzo circa 1 km prima del Rif. alla Cascata in quanto la neve non permette di proseguire oltre e ci incamminiamo  a piedi in direzione delle colate ghiacciate che già si intravedono. La valle oggi è silenziosa e stranamente poco frequentata, praticamente saremo da soli per gran parte della giornata. La simpatica e gentile Gestrice del Rif. ci conferma come la valle sia frequentata solo da ghiacciatori, mentre escursionisti scialpinisti e cispolatori non trovano terreno ideale da queste parti. Dal rif. si imbocca una traccia di sentiero che sale in direzione del Lago d'Aviolo attraversando una serie di avvallamenti dove sorgono le cascate. Ad ogni nuovo avvallamento c'è una sorpresa glaciale. Risaliamo sino allo scenografico anfiteatro dove sorge Terrordactyl. Sono due tiri molto belli con sosta in grotta di ghiaccio! nonostante le temperature altine, il ghiaccio è buono ed abbondante. Una volta usciti sul pianoro sommitale saliamo anche il bel salto ghiacciato di Mazinga Zeta dove incontriamo una simpatica ed arzilla coppia di "vecchietti" ancora entusiasti di spiccozzare. Esce il sole ed un bel cielo azzurro ci accompagna lungo il sentiero di discesa. Giornata molto positiva ed una delle migliori arrampicate su ghiaccio sin'ora fatte!

Sopra Terrordactyl con la linea da noi seguita

 sosta per Colazione al Rif. alla Cascata
 
 salendo lungo il sentiero incontriamo Albero di Natale

 ed eccoci sotto Terrordactyl


Edo risale le pancie di ghiaccio

 
quasi alla grotta di ghiaccio


 bellissima sosta in grotta

Il Nonno esce dalla grotta in impennata

La Val Paghera e l'abitato di Vezza d'Oglio

 scorci di alta Valle


la bella colata MazingaZeta


Il Giampa sul ripido muro di MazingaZeta


 
 selfie di Fine giornata