"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

sabato 17 gennaio 2015

Sentiero Ruffo e Tana Malìa

Qualche giorno fa sono andato in "esplorazione" sul versante Est del Corno alle Scale.
Armato di Piccozze, Ramponi, Corda e qualche Moschettone mi sono diretto verso la selvaggia parete Est, mosso dal desiderio di capire le condizioni di innevamento, oltre che dalla voglia di fare un giro.
Non avrei mai immaginato di dover utilizzare tutto il materiale faticosamente trasportato sulle spalle, nonostante l'assenza quasi totale di neve.
Salito in cima per il facile sentiero Ruffo, mi godo la solitudine e il Sole nella "conca attrezzata" del Corno. Per la discesa, scelgo di seguire un'alternativa molto ghiotta: l'orrido di Tana Malìa. Sceso dal Ruffo, appena prima di inoltrarmi nella boscaglia taglio a destra, verso Nord, infilandomi in un canale zuppo di neve. Questi confluisce in una freddo intaglio nel cui fondo scorre senza riposo un torrente agitato e freddo, il torrente Radicchia.
Un po' intimorito, inizio ad avere qualche serio ripensamento alla vista di uno scheletro intero e perfettamente conservato di Muflone. Penso al Lupo, all'inverno, al fatto che sono solo. Penso che sono contento di aver portato con me una piccozza.
Scendo il fiume con una serie di calate in doppia, molto belle e lunghe (30 metri max). Non ho trovato nessun anello di calata, a parte qualcosa molto marcio. Fortunatamente, i numerosi faggi sopperiscono ampiamente.
Impiego cira tre ore per discendere fino al ricongiungimento con il sentiero 119, a pochi passi dal Rifugio Segavecchia. Camminare vicino al fiume è molto faticoso, a causa del denso strato di foglie che a volte nasconde vere e proprie insidie, come polle d'acqua o sassi appuntiti o legni scivolosi. Non manca uno spesso strato di ghiaccio incollato alle rocce che fanno da sponde allo scorrere delle acque.
Utilizzo piccozze e ramponi per scendere lunghi tratti di terriccio e sassi fortemente inclinati, dando fortunatamente senso alle fatiche fin lì patite dalla mia schiena.
Un'avventura davvero appagante, anche se molto faticosa. Da consigliare in Estate, quando bagnarsi non è troppo fastidioso. E magari d'Inverno per qualche cascatina ghiacciata, chissà!

La Est del Corno, sguarnitissima




Tratto finale del sentiero Ruffo



Il povero Muflone


Primo, ripido salto


Secondo lungo salto (in lontananza)


Terzo salto




L'ultima cascatella

1 commento:

  1. che tristezza vedere la parete così....siamo in gennaio porca vacca...nei giorni della Merla...dai!! dai!! Poi Nick mi spiegherai a modo dove ti sei intrufolato...direi che sei sulla buona strada per diventare il nuovo Custode del Corno, abiti a Bologna e sei praticamente Prof. universitario ed ami queste salite ingaggiose,...hai una bella eredità!!

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