"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

lunedì 15 settembre 2014

Cima di Jazzi (tentativo)


C'è una parte del Monte Rosa davvero poco celebrata. Ed è la porzione che va dalla Punta Nordend allo storico valico del Passo Monte Moro. Questo susseguirsi di cime, delimitato a sud da quella che è la Cresta Signal, forma la conca di Macugnaga, sicuramente uno dei posti più strepitosi delle Alpi italiane. Ci incamminiamo per conoscerne una parte, incuriositi anche dalle poche o datate informazioni che si trovano in giro su queste cime "minori". La maestosa parete est del Rosa ci accompagna mentre saliamo all'ex rifugio Eugenio Sella, ormai incustodito e adibito a bivacco. Il ricovero si trova su un pulpito roccioso appena sotto il malridotto ghiacciaio di Roffel e per raggiungerlo bisogna affrontare circa 1700 metri di dislivello dal paese. Sebbene l'interno sia in evidente stato di abbandono, ci adattiamo bene al luogo strepitoso godendoci la serata a picco su Magugnaga. Qui il rumore delle folle dei ghiacciai è molto molto lontano.

 Il bivacco è fornito di circa 30 posti letto con materassi ammuffiti e coperte in abbondanza; c'è un fornello con bombola di gas perfettamente funzionante e alcune vettovaglie; a 15 metri dalla terrazza scorre un ottimo ruscello; la stufa interna è inutilizzabile causa canna fumaria rotta e all'esterno c'è anche un pannello solare che però pare scollegato. 

La mattina seguente ci dirigiamo verso la cima di Jazzi, massiccia elevazione sulla cresta di confine. Si sale una parete rocciosa partendo appena fuori dalla porta del bagno, che con facili passaggi di II° conduce al sovrastante ghiacciaio di Roffel. Subito dopo attraversando un pendio crescente si giunge alla parete rocciosa che separa dal passo del nuovo Weisstor. Qui l'itinerario non pare presentare grosse difficoltà. Il problema è che viene giù tutto. Al mattino presto, gli sfasciumi gelati sembrano anche tenere, ma l'esposizione perfettamente a sud ne fa successivamente un luogo da evitare. Dopo qualche indecisione, sapendo che dovremo ripercorrere il canale al ritorno, decidiamo di rinunciare. Due doppie attrezzate letteralmente su detriti ci riportano sul ghiacciaio, mentre evitiamo la continua caduta di pietre. Senza ripensamenti scendiamo all'ormai familiare bivacco Sella. 

Considerazioni: forti dell'esperienza e di quello che confermano parecchie persone in valle (guide comprese) sconsigliamo vivamente questa storica via normale. Le condizioni sono in continuo peggioramento e l'itinerario è molto pericoloso. Per raggiungere la cima di Jazzi da Macugnaga ci sono però altre due interessanti possibilità. O compiendo la "traversata dei camosci" dal Passo Monte Moro, con pernottamento al bivacco Città di Luino e continuando sul ghiacciaio Findel sul versante svizzero. Oppure salendo la più bella e sicura "via delle guide" che parte sempre dal bivacco E. Sella e sale alla vetta seguendo un sistema di cenge nevose e piccoli salti rocciosi.



La Est


Sbuca la cima di Jazzi









Cresta Signal e Gnifetti





In penombra: ex rifugio Eugenio Sella (3029 m)









Pendio del ghiacciaio di Roffel





Tutto attorno è solo sfasciume 





Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend



Cima di Jazzi





In alto un vero nido d'aquila: il bivacco città di Luino





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