"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

lunedì 8 settembre 2014

Aiguille de Rochefort

Come lasciarsi sfuggire una così ghiotta occasione per una scampagnata in quota!? Lasciamo perciò da parte i doveri domenicali per una puntatina in zona Bianco, un mordi e fuggi rapido e indolore ma pieno di soddisfazioni e panorami mozzafiato. 
Montiamo al volo su una delle ultime corse della funivia che ci porta al rif. Torino, da qui in breve saliamo al Col de Rochefort dove installiamo solitaria la nostra tendina. 
L'indomani la sveglia suona più tardi del solito, essendo questa volta in pole position poco sotto la muraglia di accesso al Dente del Gigante, che affrontiamo alle primissime luci dell'alba. Nonostante la meta sia l'estetica cresta di Rochefort, negli zaini abbiamo anche qualche materiale e scarpette da roccia, nel caso ci venga voglia di salire un così estetico incisivo. 
Raggiungiamo la Gengiva tramite un itinerario non obbligato e molto evidente, con tratti di neve in ottime condizioni e facili roccette. A questo punto si apre la vista sulla cresta, non a caso uno degli itinerari più famosi e frequentati delle alpi: siamo infatti in uno dei luoghi più belli al mondo e, nonostante la vicinanza di impianti di risalita e turisti, si è totalmente immersi in un altro mondo, fatto di guglie di granito trabordanti di ghiacci luccicanti; ovunque si volga lo sguardo, montagne appuntite che rimandano alle imprese eroiche dei tempi passati e che invitano fanno sognare nuove avventure. 
Proseguendo sulla cresta affilata, attraverso la fotogenica meringa e diversi passaggi esposti, sempre su ottima traccia, siamo in breve alla base della mole rocciosa dell'Aiguille, un centinaio di metri di facili rocce che terminano sull'aerea vetta. Da qui la cresta prosegue verso il Dome de Rochefort e le Jorasses, ma decidiamo di tenerla per la prossima volta. Così come rimanderemo il Dente del Gigante, decisione aiutata dal gelido venticello che ci ha accompagnerà per tutto il giorno.
La discesa è anch'essa veloce, necessarie solo un paio di doppie nelle rocce sotto la vetta, e in men che non si dica siamo di nuovo in tenda a fare un pisolo, prima di farci riportare a valle dalla funivia.

Nel complesso una gita di grande soddisfazione e varietà, panorami incredibili, difficoltà contenute ma necessità di attenzione continua, ottima compagnia. Ciliegina sulla torta il camping d'alta quota!

Uscita effettuata il 30-31 agosto



La famosa meringa


La parte nevosa della cresta





Una fantastica vetrina sui colossi di granito del Bianco

Alla base dell'ultimo tratto di rocce

Facile arrampicata

Di qui si prosegue per creste più impegnative...








1 commento:

  1. qusta è bella per davvero!! una delle mie preferite!! Grandi!! allora avete studiato il proseguimento??

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