"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

martedì 24 giugno 2014

Ritratti: Hermann Nick

 

Ultimo arrivato tra gli Alpinistidellambrusco, l’Hermann Buhl 2.1 ha portato una ventata di novità ed entusiasmo nel gruppo.
Astrofisico di professione e studioso di fisica quantistica passa la settimana alla ricerca del giusto equilibrio all'interno di un universo magico a noi incomprensibile.
E’ però nell'ambiente montano, tra guglie rocciose ed ombrosi canaloni ghiacciati, che esce il lato più concreto, bello e semplice di Nick che, nonostante l’astrusa professione, è una persona semplice ed estremamente amichevole che sa divertirsi senza troppe distrazioni.
Rocciatore per vocazione, mostra il suo stile essenziale e genuino sia sul duro granito che sulla friabile arenaria, suoi terreni d'eccellenza, nutrendo un vivace interesse anche per i grandi itinerari dell'alpinismo classico.
Uno dei precursori del grado su edera, vagabondo hippy capace di stare ore ad ammirare una parete labirintica quanto il cielo stellato di mezz'estate di cui  conosce i più intimi segreti.
Di mente elastica e polivalente si propone con entusiasmo e coraggio in qualsiasi avventura; per questa sua caratteristica Nick è anche conosciuto come l'alpinista delle "prime strabilianti"; primo 4000: M. Bianco, prima via in ambiente su roccia: via Cassin al Cimon della Bagozza, prima corda doppia in ambiente: su abalakov!
Compagno di cordata lucido ed attento ai dettagli della via, potrebbe spendere un po’ più di tempo nel preparare lo zaino visto che quasi mai non scorda qualcosa a casa, in autogrill, al bivacco, in tenda, in sosta, in vetta; famosa è la bottiglia di Merlot smarrita al Cornone di Blumone!!
Hermann Nick è uno dei pochi alpinisti che ama alla follia anche il mare godendo del  mite clima marittimo e consumando insalatoni, rigorosamente vegetariani, sulle spiagge del Mediterraneo.
Un alpinista romantico nel senso più profondo del termine, lontano dai gradi e dall'ansia di prestazione, sempre in viaggio verso una dimensione infinita che speriamo non venga mai raggiunta per avere sempre il Nick che conosciamo.
































martedì 3 giugno 2014

Sul Re delle Dolomiti: canale Oppel all'Antelao


Colosso di roccia di forma pseudo-piramidale, svetta solitario e slanciato a picco sul paese di S. Vito di Cadore. Con i suoi 3264 m, nelle Dolomiti è secondo, per altezza, solo alla "Regina" Marmolada, da qui il soprannome di "Re". Siamo nelle Dolomiti del Cadore, il cuore selvaggio delle Dolomiti Orientali, davvero pazzesco che questa zona montuosa sia stata esclusa dall'Unesco nel perimetro del Patrimonio Mondiale dell'Umanità delle Dolomiti appunto!! Fortunatamente non sono i marchi turistici ed i riconoscimenti su "carta bollata" che cerchiamo, ma, come sempre un incontro intimo con l'ambiente alpino, e l'Antelao in questo è una montagna perfetta!
La salita alla vetta per la via normale rappresenta una bella impresa escursionistica, d'inverno la discesa con gli sci attraverso i lastroni dell'Antelao regalano forti emozioni agli scialpinisti, poi c'è il versante Nord dove una bellissima linea taglia per intero la parete Nord-est: il canalone Oppel! E' una delle vie di ghiaccio più belle delle Dolomiti, che alterna pendii ripidi su neve a salti ghiacciati e tratti di misto. La pendenza è continua, quasi mai scende sotto i 60° con alcuni risalti più ripidi sino a 90°. Il punto di appoggio è il locale invernale del Rif. Galassi situato all'esterno del rifugio, ha 8 posti letto con materassi e coperte ed all'interno sono presenti panche, tavolato e sedie. Si raggiunge da S. Vito di Cadore tramite carrozzabile che sale al Rif Scotter, da qui a piedi in circa 1.5 ore si sale al rifugio da dove la via è gia visibile. Lungo il canale non vi sono molte possibilità di assicurazione perciò a noi sono stati molto utili fittoni e corpi morti. Oggi le condizioni erano buone con neve dura e ghiaccio per quasi tutto il canale. Su misto solo il passaggio chiave avvolto da un alone di mistero!
Partiamo di buon'ora alle 2.30 ed ai primi bagliori siamo già impegnati sulle prime pendenze del canale. Siamo in 3 e resteremo legati sino all'uscita. Dove il terreno lo permette saliamo in conserva protetta con fittoni e chiodi da ghiaccio e nei tratti più ripidi saliamo a tiri alla fine ne faremo circa 7/8. Il meteo dava bello ma è nuvoloso ed a tratti inizia pure a nevicare. Dopo un bellissimo tiro su ghiaccio incuneato tra la roccia, si svela il mistero e ci ritroviamo dinnanzi al passaggio chiave: un tunnel verticale su roccia da superare in dry-tooling. Lo superiamo non senza difficoltà con un perfetto gioco di squadra, noi non abbiamo trovato nessun chiodo e lo abbiamo "cucito" con friend e dadi. Passaggio assolutamente da non sottovalutare che dà il grado alla via! Finalmente fa capolino il sole, ma per contro iniziano anche piccole scariche di ghiaccio che, oltre farci fischiare le orecchie, ci colpiscono rovinosamente con alcuni blocchetti procurandoci numerose ammaccature e solo fortunatamente non ci causano guai seri. Intanto una fortissima cordata di austriaci ci supera a doppia velocità, quando noi ormai stremati arranchiamo sulle ultime rampe dell'Oppel  sbucando al colletto nei pressi della vetta dell'Antelao alle 12.00.
In discesa, si imbocca un tratto di cresta davvero aereo, poi si scendono i famosi lastroni ed infine un ripido canale porta alle pendici basali nei pressi della Forcella Piccola. La discesa verso il Rif. Scotter è una scivolata veloce su neve dove ad attenderci c'è la festa del Soccorso Alpino del Cadore, qui l'obbiettivo è palesemente uno solo... perdere la testa tra boccali di birra e lasciarsi andare in un trip ai piedi dell'Antelao... Noi no, stasera non ne sentiamo il bisogno, il nostro trip lo abbiamo appena consumato nel Canalone Oppel, nella stanza prediletta del Re.


 il Pelmo sopra S. Vito di Cadore


 Il Rif. Galassi con il suo locale invernale.

 Ci leghiamo subito per superare la crepaccia terminale.





 bellissima goulotte nella prima metà del canale




 Barba "cuce" nel passaggio chiave

 in uscita dal tunnel

 si prosegue su bellissima neve dura

 la pendenza non molla mai!




 un altro risalto in vista




sulle rampe finali

vista aerea sul Cadore

la vetta dell'Antelao

sul filo di cresta verso i Lastroni

le Laste dell'Antelao

 la dicesa dalle Laste a Forcella Piccola