"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 23 marzo 2014

Un'allegra combriccola sullo Sperone della Borra dei Porci




Non per tutti la sveglia alle tre è un trauma quasi insostenibile. Non per tutti essere svegli e lesti e attenti quando il sole deve ancora sorgere risulta impossibile. Non per tutti le difficoltà dell'essere alpinisti sono realmente difficoltà. Ad esempio, non per Emilio. Alpinista reggiano dalle ossa agili e dai forti nervi, scuola “Bismantova primi anni '80”, non ha bisogno di presentazioni.

E' un onore vederlo al parcheggio pronto a partire con noi, a legarsi con noi, a soffrire e gioire con noi. Il nostro obiettivo è la Borra dei Porci, lo Sperone che svetta a sinistra del Canale Sinistro del Giovo, itinerario panoramico ingiustamente poco frequentato. 
Siamo in cinque e, alla base della parete, formiamo due cordate. Sfortunatamente, una fantozziana nube ci avvolge, separandoci per quasi tutta la salita (4 ore in tutto) dal bel sole che splende sul Lago Santo.  La neve non è il massimo, c'è caldo e con le nubi non è gelato al meglio; noi invece patiremo un bel freddino.
Effettuiamo due tiri più diretti rispetto alle relazioni “studiate”, affrontando direttamente lo sperone ed evitando di prendere il canalino inclinato con partenza in comune con il Canale Sinistro. Il Primo tiro è su neve, max 75°, bello e continuo. Nel secondo, inizialmente su cresta facile, si affronta un saltino (misto) e poi una emozionante crestina molto esposta. Il terzo, come da relazione, si snoda tra rocce e salti nevosi e finisce proprio sotto un muro di 8 metri, facile ma liscio e molto difficile da superare ramponi ai piedi. Decidiamo quindi di deviare e, complice la neve marcia, concludere gli ultimi metri in uscita sul Sinistro. Scendiamo dal Tex senza arrivare in cima, alcuni in ciaspole altri in snowboard, e arriviamo che siamo veramente in stanchi.
Non dimenticheremo né la salita né gli insegnamenti di Emilio, vero cultore della Montagna e dell'Appennino. Grazie a lui abbiamo imparato a riconoscere le arvicole delle nevi e distinguere tracce di lupi e volpi.



Breve relazione: 
avvicinamento all'evidente Sperone dal sentiero dietro al rifugio Vittoria al Lago Santo.
La prima fascia rocciosa è superabile senza grosse difficoltà a sx dello sperone. S1 su chiodi sul filo dello spigolo sotto la successiva fascia rocciosa.
L1: si sale un canalino appena a sx dello spigolo (25m a 60/75°) poi per pendio nevoso più dolce. S2 su spuntone.
L2: superato un passaggio di misto, si segue la cresta nevosa che diventa affilatissima e orizzontale per un breve tratto. S3 su chiodi alla base del salto successivo.
L3: si traversa e si sale a sx su terreno misto (60/75°) fino ad una forcella tra un evidente torrione roccioso  e un muretto verticale. S4 su cordino sul torrione o alla sua base su tricam piccoli.
L4: Il muro sopra la sosta (8 m) è superabile in arrampicata su difficoltà ignote ma contenute. Noi preferiamo aggirarlo andando a dx e uscendo per il canale Sinistro (60/70°). S5 su spit alla solita forcella.
Discesa per il canale Alp99.

(uscita risalente al 8/03/2014)



Finalmente si tirano fuori le picche



Il ripido canalino del primo tiro

Emilio in arrivo a S2

Un gran nebbione su L2

 Il Nonno come sulla Kuffner





Il tezo tiro, a sinistra dello spigolo fin sotto l'evidente gendarme




L'ultimo tratto del canale Sinistro


La vera uscita dello sperone

Il canale di discesa

Dave pronto per mettere alla prova le lamine dello splitboard

Qualcuno dà un'occhiata da vicino al Fantasma del Lago, ghiaccio troppo esile purtroppo!




Nessun commento:

Posta un commento