"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

lunedì 29 aprile 2013

Storia dell'alpinismo: William Augustus Brevoort Coolidge

Grandissimo cultore ed esploratore delle Alpi, Coolidge riuscì a fondere l'attività di scalatore con lo studio meticoloso di molti altri aspetti della montagna, geografici e culturali. Nato a New York nel 1850, si trasferì poi in Inghilterra dove nacque la sua passione per l'alpinismo. A 19 anni aveva già scalato due volte il Monte Bianco per itinerari differenti, cosa che se si pensa all'epoca in questione, non è affatto indifferente. Da quelle prime ascensioni, inizia una metodica esplorazione alpina, che per molto tempo si concentra sopratutto sulle Alpi Marittime, Cozie e sulle cime del Delfinato.

Nel 1870 sale L'Ailefroide e il picco centrale della Meije, ma sopratutto apre una stupenda via nuova sulla parete nord della Barre Des Ecrins. Il 1874 è invece l'anno della prima invernale alla Jungfrau in Svizzera, mentre nel 1876 sale in prima assoluta la cima ovest delle Droites. Nel 1879 scala praticamente tutte le vette a quel tempo accessibili sulle Marittime, tra cui l'Argentera e il Monte Matto.

Fin quasi dall'inizio della sua attività di scalatore, Coolidge fu ammesso nell'élite dell'Alpine Club inglese, riservato in quegli anni solo a chi aveva meriti particolari. Del 1981 sono le due salite forse più belle dell'alpinista americano: il versante sud ovest del Monte Pelvoux per una linea di 750 m, e la stupenda parete nord del Monviso per il canale più logico che risolve quel versante. Entrambi saranno conosciuti come "couloirs Coolidge". Suoi compagni di quasi tutte le più importanti ascensioni furono Christian ed Ulrich Almer, rispettivamente padre e figlio, due delle più forti ed importanti guide alpine di quel periodo. Con loro scalò anche il Cervino e parecchie cime del Vallese, tra cui la Dent Blanche. Senza dimenticare le ascensioni nell'Oberland che compresero l'Eiger e il Finsteraahorn.

Coolidge non era però un collezionista di cime. Lo dimostra anche il fatto che diverse salite furono da lui ripetute più volte. Di professione storico e teologo, lo studio attento della montagna lo portò poi a scrivere eccellenti guide riguardanti varie aree alpine che aveva visitato personalmente. Collaborò inoltre  durante la stesura di importanti enciclopedie e con articoli sui periodici di ogni club alpino allora esistente. In tarda età, con alle spalle 80 prime ascensioni e quasi 1750 scalate complessive, si trasferì definitivamente a Grindelwald, nel cuore delle Alpi svizzere, dove morì nel 1926.

Biografia consigliata:

- The Alps in Nature and History, di W.A. Coolidge, ed. Nabu Press, 2010

- Walks and excursions in the valley of Grindelwald, di W.A. Coolidge, ed. Kessinger Publishing, 2010

- Swiss travels and Swiss guide books, di W.A. Coolidge, ed. General Books, 2012

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