"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 29 febbraio 2012

Trofeo ATK Race 2012: Cimoncino - Buca del Cimone


Una piccola selezione tratta dallo straordinario reportage fatto dall'amico e fotografo Giovanni Danieli alla 2° Skicrono organizzata dall'associazione locale Cima Tauffi-Fanano. Il percorso di quest'anno si sviluppava in zona Cimoncino per arrivare alla Buca del Cimone e ritorno. Le difficili condizioni meteo della serata, con neve più che abbondante e temperature rigidissime, paradossalmente non hanno fatto altro che rendere il tutto più affascinante.

www.danieligiovanni.it 
















giovedì 23 febbraio 2012

Monte Gomito: parete Sud


Antefatto:
una bella ciaspolata infrasettimanale in compagnia, su per la valle del Sestaione fino al Lago Nero, poca neve soprattutto in alto, dove il vento ha lavorato parecchio. Vediamo che la neve ha iniziato a consolidarsi e sbirciamo insistentemente la bella parete sud del Gomito, o meglio, della sua anticima a quota 1876, solcata da numerosi canali non troppo difficili...





Ritorniamo, sei giorni dopo, armati del giusto armamento e pieni di speranza di trovare un po' di duro. Puntiamo al canale più evidente, la linea che da lontano ci è parsa più esteticamente interessante in quanto ben incassata.
La crosta nel bosco ci fa tribolare parecchio e sfondiamo per quasi tutto il lungo avvicinamento: sembra lì ma, complice un errore che ci fa divagare dalla direttrice del canale, impieghiamo tre faticose ore per arrivare alla base. Bisognava solo crederci e perseverare!
Troviamo il fondo del canale meglio di come speravamo, percorso da una piccola scarica che ha lasciato una striscia di neve compattissima, condizioni super!
Il canale, alla sinistra del canale dei Filosofi, è lungo circa 150 m e valutato PD+, ha pendenze da 45° fino a oltre 55° all'uscita, sempre su neve e sale dritto alla sinistra di un evidente sperone roccioso. All'uscita ci sono diverse possibilità per evitare le cornici.


Fuori dal bosco i dubbi si diradano e capiamo di aver sbagliato l'avvicinamento.
Il canale è quello evidente sulla destra

Il canale visto dalla base


La parte alta


L'uscita in cresta, in ambiente super!


In discesa dall'Alpe Fariola: ottima neve anche sulle creste.
Si passa dalla solitudine della valle del Sestaione all'affollamento della vetta del Gomito, e viceversa

lunedì 20 febbraio 2012

Appennino, neve e compagnia!

L'Appennino, quando si ricopre di bianco, acquista un fascino indescrivibile. Appena arriva l'Inverno siamo irresistibilmente attratti dai monti e dalle faggete e di certo non basta il brutto tempo o le strade coperte di neve a scoraggiarci, nè tantomeno il metro di neve freschissima e inconsistente da tracciare, anzi!
La Pilaccia è un po' come la nostra casa in montagna, luogo ideale per trascorrere una serata in compagnia e per godersi un bosco incantato.


AGGIUNGO QUALCHE FOTO E VIDEO INEDITI

trasporti eccezzionali in corso
il custode della pilaccia comodamente a suo agio sulla poltrona di casa

il bosco incantato



jOE AI FORNELLI

mercoledì 15 febbraio 2012

Storia dell'alpinismo: Giusto Gervasutti


“Osa, osa sempre. E sarai simile ad un dio”

Tra gli anni ’30 e ’40 del ‘900, nel panorama alpinistico internazionale emerge una figura su tutte: quella di Giusto Gervasutti, il “Fortissimo” come fu poi denominato per le sue eccelse capacità. Nato a Cervignano in Friuli nel 1909, già verso i 16 anni inizia a frequentare le pareti prossime a casa, sulle Dolomiti della Carnia, salendo in un brevissimo periodo di tempo diverse vie classiche. Nel 1931 si trasferisce a Torino per motivi di studio ed è lì che comincia a conoscere le Alpi Occidentali in compagnia dei più forti scalatori piemontesi dell’epoca, tra cui Boccalatte e Chabod. L’enorme merito di Gervasutti fu quello di aver trasferito lo stile e le tecniche sviluppate sulla roccia dolomitica in alta montagna, fungendo così da punto di giunzione tra le due scuole di alpinismo,  occidentale ed orientale.

Nel 1933 compie la prima ripetizione della Cresta sud dell’Aguille Noire, la via più difficile del gruppo all’epoca, e da quella comincia una lunghissima serie di salite di alta difficoltà nel massiccio del Monte Bianco e non solo. Sulle Alpi del Delfinato porta a termine alcune prime ascensioni di rilievo, come la nord ovest del Pic D’Olan e la nord ovest dell’Ailefroide, effettuata in maniera impressionante con due costole rotte.  Nel 1934 durante una spedizione sulle Ande del Cile raggiunge diverse cime inviolate di oltre 5000 metri. Uno dei suoi grandi capolavori nel gruppo del Monte Bianco è sicuramente lo spigolo sud ovest del Pic Gugliermina, scalato nel 1938 con Gabriele Boccalatte.

L’alpinismo come lo intendeva Gervasutti rappresentava non solo l’espressione fisica dell’ascensione, ma la possibilità di elevarsi verso qualcosa di superiore. Una missione sublime pari a quella dell’artista insomma, portata a termine attraverso l’azione in montagna.
Il Fortissimo partecipò anche alla corsa per le grandi pareti nord all’epoca ancora inviolate. Sulle Grandes Jorasses mancò per poco la prima dello Sperone Croz e successivamente fu preceduto da Cassin anche sullo Sperone Walker. Nel 1940 conclude una straordinaria scalata sul versante sud al Monte Bianco. Con il compagno Bollini sale il Pilone Nord del Freney, su un itinerario di altissima difficoltà.

Ma è il 1942 l’anno del riscatto, con un’impresa che lo porterà definitivamente nell’olimpo dei più grandi alpinisti di sempre. Assieme a Giuseppe Gagliardone compie la prima salita della Parete Est delle Jorasses, una ripidissima muraglia di ghiaccio e misto situata in una zona tra le più selvagge del massiccio. Questa via di estrema difficoltà ha avuto da allora pochissime e coraggiose ripetizioni. 
In una recente intervista, quella che allora era la fidanzata di Giusto Gervasutti, racconta un curioso e sconvolgente aneddoto sul Fortissimo. Le aveva infatti predetto che sarebbe morto in montagna ed era quindi impossibilitato a sposarla.
Nel 1946, mentre sale con Gagliardone il pilastro NE del Mont Blanc du Tacul, un peggioramento del tempo li costringe alla ritirata, ma in discesa la corda doppia si incastra tra le rocce. Durante la risalita della corda, Giusto Gervasutti improvvisamente cade nel vuoto. Così si conclude la vita del grande alpinista, sul quale si crea un alone di mitologia romantica. Un nuovo mondo si dischiude agli alpinisti.

Bibliografia di approfondimento consigliata:

Scalate nelle Alpi di Giusto Gervasutti a cura di Pietro Crivellaro, CDA & Vivalda Editore 2005

Filmografia:

Giusto Gervasutti, il solitario signore delle pareti. Realizzato dalla regione FVG 

sabato 11 febbraio 2012

Appennino...la stagione più bella



Attraverso le immagini raccontiamo l'Appennino nella stagione più bella. L'inverno si è fatto un pò attendere, ma quando è arrivato non ha mancato di sorprendere. E ha reso alle montagne di casa la loro veste migliore. Non importa con quali mezzi si vive la neve Appenninica, se con sci, ciaspole o slittini. Ciò che importa è immergersi nella natura profonda e coglierne la voce più suadente. Ascoltare il cantico della stagione fredda.

(Photos by Giovanni Danieli)