"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

sabato 17 settembre 2011

Diedro Nino Marchi

Un'afosa domenica pomeriggio di fine agosto passata in Pietra, con piani come solito avventurosi.
Ma il parcheggio stracolmo ci fa cambiare programmi, e dopo un lungo tentennamento ci ingaggiamo in una salita ambiziosa: è un must di Bismantova, è nella lista degli obiettivi e l'avevamo già tentata, trovandola gocciolante. In questo caso l'avventura lascia spazio ad una salita frequentata, ben attrezzata e su ottima roccia, un'arrampicata strepitosa ma parecchio dura. Siamo in forma, quindi perché no?
Il Diedro Nino Marchi è sicuramente tra le più belle linee della Pietra, un diedro tanto regolare quanto strapiombante a sinistra del Pilone Giallo che non può passare inosservato. Percorsa per la prima volta nel 1971 da Mario Vigo e Andrea Pandolfo in arrampicata libera, la via è inframezzata da un comodo terrazzo a cui si giunge seguendo una fessura-diedro dapprima appoggiato, poi estremamente verticale (S1). Il successivo diedro, tiro chiave della via, molto aggettante ma ricco di appigli, si supera con arrampicata tecnica in spaccata. Alcuni tettini lungo il diedro presentano le difficoltà maggiori, una volta superate si sosta su una piccola cengia sotto uno strapiombo (S2). Da qui parte un esposto traverso di una decina di metri verso sx fino ad un'altra eventuale sosta, poi per più facili rocce si esce sulla sommità. Itinerario di grande impegno, ben protetto e su roccia sempre solidissima (un tipo di salite a cui ormai non siamo più abituati) da affrontare con un set di 14 rinvii.


Andre sui primi metri della via

Il primo tiro finisce su belle concrezioni calcaree
Il diedro strapiombante dalla piattaforma

Sotto il tratto più duro, uno sguardo verso la seconda sosta


S2, euforia e tanto vuoto sotto i piedi!

Foto di vetta con il sole già tramontato. Alla prossima!

sabato 3 settembre 2011

Escursionismo attorno al massiccio del M. Bianco

La Val Ferret e la Val Veny che si diramano poco dopo Courmayeur sono senza dubbio i migliori "campi base" per soggiornare ai piedi del versante italiano del M. Bianco. Sono vallate ancora sufficientemente protette dal grande turismo che si riversa principalmente nella vicina Courmayeur, valli, nelle quali l'escursionista riesce ad immergersi senza troppe distrazioni nello strordinario ambiente d'alta montagna del M. Bianco. Proponiamo alcune escursioni percorse quest'estate da alcuni degli Alpinisti del Lambrusco:

QUI LA 2° PARTE: ESCURSIONI ATTORNO AL M. BIANCO_2° parte

ANELLO DEL MONT DE LA SAXE DALLA VAL FERRET

Il percorso rimonta il crinale che separa Courmayeur dalla Val Ferret ed offre straordinari panorami sul versante italiano del Monte Bianco. Dalla val Ferret si sale al Rifugio Bertone, quindi si percorre in tutta la sua lunghezza l'ampio crinale che supera diverse cime con panorami sempre più ampi. Gita paesaggisticamente meravigliosa.

Dislivello: 1400 m
tempo: ore 6-6.30
difficoltà:E


Grandes Jorasses


Brenva e M.BiancoI pascoli del M. de la Saxe

Il versante italiano: dall'Aig. Noire de Peuterey al Dolent


GRANDE BALCONE NORD: DA PLAN DE L'AIGUILLE A MONTENVERS

Ci spostiamo sul versante francese: Il sentiero che costeggia il versante settentrionale delle Aiguille de Chamonix è sicuramente uno dei più spettacolari e panoramici dell'intero Massiccio del M. Bianco e delle Alpi con scorci indimenticabili sui Dru, Mer de Glace, la parete nord delle Grandes Jorasses, e sull'impressionante seraccata delle Bosses. Per contro è molto frequentato, complici gli impianti a fune dell'Aiguille du Midi e del trenino a cremagliera di Montenvers. Un pò più complicato e più lungo, ma anche molto più interessante è l'accesso ai rifugi Couvercle, de Leschaux, d'Envers e Requin, tutti gli accessi partono dal Montenvers con accesso attraverso la Mer de Glace. Quest'ultimi sono sicuramente una meta indimenticabile per l'escursionista più esigente.

Tratto Plan D'Aigulle-Montenvers
dislivello: 550m
Tempo: ore 2.30
da Montenvers contare dalle 5 alle 7 A/R a seconda del rifugio

Il versante Francese dell'Aiguille du Midi con l'ardita funivia

le cupole ghiacciate del Dome e dell'Aigulle du Gouter

i Dru


Mer de Glace dal Montenvers


RIFUGIO ELISABETTA IN VAL VENY

Il rifugio Elisabetta 2156 m è posto alla testata della val Veny e chiude il settore più occidentale del massiccio. Si tratta di un'escursione facile e non troppo lunga con bei panorami sull'Aiguille Noire de Peutery, ed il Ghiacciaio dell'Aig. de la Lex Blanche. Come la vallata che lo ospita anche il rif. Elisabetta, è un accogliente rifugio, lontano dalle resse di merenderos, ottima meta per riposare e meditare,...da non perdere l'ottima cucina!!

dislivello:550
tempo: ore 3.30 ore andata e ritorno
difficoltà: E

verso il Rif. Elisabetta

Il rif. elisabetta sotto il ghiacciaio de la lex Blanche

Aig. Noire de Peuterey


RIFUGIO ELENA IN VAL FERRET

E' il rifugio gemello dell'Elisabetta, posto alla testata della val Ferret all'estremità orientale del massiccio sotto alla colata glaciale di Pra de Bar che scende dal M. Dolent. Escursione facile e di breve durata con panorami sui bacini glaciali del Frebòuge, sotto la est delle Jorasses, del Triolet ed appunto di Pra de Bar.

dislivello:550
tempo: ore 3 andata e ritorno da Lavechey
difficoltà: E

Pra de Bar e M. Dolent
Val Ferret
skyline della cresta integrale di Peuterey visti dalla val Ferret

TOUR DU MONT BLANC SULLA PARETE SUD DEL BIANCO

Il tratto del TMB che attraversa la Val Veny è un percorso solitario e sorprendente; chi lo percorre non può che volgere lo sguardo verso le colate glaciali del Brouillard e del Freney vero palcoscenico dell'alpinismo eroico degli anni 50' e 60'. Tappa da veri intenditori da non perdere!!

dislivello:1000 circa
tempo: 5 ore
difficoltà: E


colata glaciale della Brenva
La lingua biforcuta del ghiac. del Miage

La selvaggia parete sud del Bianco


Ondulazioni sublimi

TRAVERSATA HELBRONNER-MIDI

Per chi cerca un primo approccio a percorsi su ghiacciaio la traversata del ghiacciaio del gigante sarà sicuramente un'esperienza indimenticabile. Anche se la presenza della telecabina ha ridotto il fascino dei luoghi, la Vallèe Blanche ed i satelliti del Mont Blanc du Tacul offrono uno spettacolo straordinario. I tratti più delicati si incontrano nella parte centrale del percorso, con il superamento di grandi crepacci, e nella parte finale con la crestina ripida ed esposta dell'Aig. du Midi.

dislivello: 600 m
tempo: 3.30 ore solo andata
difficoltà: F


la parte finale della traversata verso la Midi

Dente
La nord della Tour Ronde
Cresta finale verso l'Aig. di Midi
Il tacul con i suoi canali ed i suoi satelliti, ce nè per tutti i gusti...!!