"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 23 gennaio 2011

Piccole Dolomiti_Vaji a ripetizione sul M. Zevola



Finalmente riusciamo ad esplorare i Vaji delle piccole Dolomiti. Vajo è un termine locale con cui si intende un canalone ripido e incuneato tra i contarafforti delle pareti i quali si prestano molto bene ad essere risaliti in inverno con attrezzatura da ghiaccio. Sono l'equivalente dei nostri canali appenninici, solo un pò più lunghi! La loro scoperta è piuttosto recente ed è venuta alla luce grazie ad un assiduo frequentatore dal nome Tarcisio Bellò.
Optiamo per il versante Nord del M. Zevola la cui parete è solcata da numerose linee di varia difficoltà che hanno come punto di partenza e di appoggio il Rif. Battisti alla Gazza. Ci incamminiamo quando ancora è buio e si intuisce subito che le condizioni della neve sono perfette. Puntiamo subito al Vajo del Mino e risaliamo tutta la parete del M. Zevola con pendenze massime di 60°. Giunti in cresta siamo attirati da Vaji (non relazionati) che risalgono in linea diretta l'anticima del M. Zevola e ci buttiamo a capofitto. Sono 150 m bellissimi con ottima neve dura e pendenze sino a 70° all'uscita.
Il 3° canale di giornata è una parete che precipita a picco sul Vajo dell'Acqua e la attacchiamo quasi d'istinto. Si tratta di 120 m con pendenze sino a 80° che ci impegnano non poco. La 2° sosta attrezzata da Barba con sapiente Maestria ha del leggendario. "...Siamo in due in sosta su un pendio a 70° in equilibrio instabile ed infreddoliti attendiamo di essere recuperati. Il capocordata è salito ed è ormai lontano, la lunghezza della corda è esaurita ed è impossibile cumunicare. Una leggera tensione della corda mi suggerisce di partire, scavalco un contrafforte ad oltre 80° di pendenza domandandomi dove e come sia posizionato il capocordata. Alzo lo sguardo incredulo quando, 30 m sopra di mè Barba sta manovrando le corde praticamente appeso a due corpi morti conficcati perfettamente nella neve. Lo scavalco sorridendo e fatico non poco per superare la cornice di neve e ghiaccio che mi permette di guadagnare il pianoro sommitale. .."Siamo prossimi al tramonto e gli unici rimasti sulla montagna, ridiscendiamo tutto il Vajo dell'Acqua ed arriviamo alla macchina con le frontali accese, così come era inziata, solo un pò più stanchi, più affamati e più felici..."

Versione estiva del M. Zevola con i principali Vaji che solcano la parete Nord. Sotto il tracciato di giornata seguito, con evidenziati i tre canali saliti:

1: Vajo del Mino 550 m AD+ max 60° un passaggio di IV evitabile
2: Vajo diretto all'anticima del M. zevola 150 m AD+ max 70° all'uscita
3: 120 m D sino a 75°

lungo il vajo del Mino

il tracciato del 2° canale

uscita in cresta

In vetta al M. Zevola 1976 m

Gruppo del Carega con camosci in primo piano

Il tracciato del 3° canale

la leggendaria sosta di Barba

Uscita su cornice



4 commenti:

  1. che invidia!!
    sono un alpinista del lambrusco di reggio emiila
    sarebbe possibile conoscersi per qualche salita insieme?
    Giampaolo
    giampaolo.pasquale
    @gmai.com

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Meglio evitare sta gentaglia eh! Son messi malissimo! Tanta attrezzatura per salire un canale che si fa in spadrillas!

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  4. grande giampa!
    che foto, che cronaca, che telecronaca! grandioso, mamma mia che giornata...

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