"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

sabato 29 gennaio 2011

Esplorando Bismantova: la Via degli Svizzeri

In una caldissima ed assolata giornata di metà gennaio decidiamo di esplorare uno storico e a torto dimenticato itinerario: la via degli Svizzeri, la prima mai salita a Bismantova, un'impresa portata a termine in solitaria da Carlo Voltolini il 20 settembre 1922.

La situazione di abbandono e di incuria in cui ci aspettiamo di trovare la via aggiunge quel pizzico di avventura che siamo ormai abituati a ricercare anche nelle ben note pareti della Pietra.


Riscopriamo così un bellissimo itinerario, dall'arrampicata non difficile e divertente (le difficoltà non superano mai il IV grado). La roccia è più solida del previsto, nonostante nei tratti più facili e appoggiati siano presenti un'infinità di pietre pronte a cadere: occorre fare moltissima attenzione! La vegetazione è in alcuni punti una presenza invadente e ci siamo soffermati a togliere parecchi rovi dalla via.
Le protezioni presenti (alcune piastrine e chiodi ma soprattutto anelli filo di ferro cementati) sono insufficienti e di dubbia tenuta, per una ripetizione occorre quindi integrare con protezioni mobili (utilissimi i nuovi tricams!).

L'attacco è alla dx del settore “gare vecchie”: con il primo breve tiro ben attrezzato si sale per una fessura sull'avancorpo che delimita il settore fino ad uno spiazzo con un anello di filone su cui fare sosta. Poi, seguendo un insieme di fessure fino ad una piastrina dove si piega a dx, si rimonta su di un terrazzino dove si può sostare su tre chiodi arrugginiti. Consiglio di proseguire facilmente per una decina di metri fino ad una sosta con catena posta sul limite destro del Giorgione.

Da qui occorre scendere di alcuni metri fino ad una cengia erbosa da percorrere verso dx. La via originale prosegue ancora più a dx ma sembra invasa dagli arbusti; saliamo quindi una variante che attraverso uno stretto camino dalla roccia solida e difficilmente proteggibile ci conduce sulla cima del Giorgione (spit). Ci caliamo per alcuni metri fino alla sosta su di un albero della variante, più frequentata, proveniente della Forcella della Madonnina, dalla quale traversiamo verso dx attraverso la stretta spaccatura che divide il Giorgione dalla parete. Da qui occorre discendere per qualche metro su erba, affrontare un traverso improteggibile verso dx su roccia bagnata e instabile e risalire alla vicina sosta in corrispondenza di un grosso tronco ritorto.

Proseguire per una rampa/diedro che sale sopra il tronco (alcuni alberelli) fino a raggiungere grazie ad una fessura appigliata (il Francobollo) un'eventuale sosta (chiodi, clessidra) in corrispondenza del limite sx dell'imponente tetto che domina la parete. Salire ancora per facile camino (alcune protezioni) fino al pianoro sommitale.



Due immagini che mostrano il contorto tracciato della via (dal parcheggio e dal piazzale dell'Eremo)

L'attacco e il secondo tiro della via

Dalla seconda sosta si mostra il grande tetto in tutta la sua imponenza.

Il delicato traverso nel mezzo della via, evitabile seguendo fedelmente l'itinerario originale


Il facile camino, ormai alla fine della via

5 commenti:

  1. Ciao Ragazzi, complimenti! Occhio che la via è vietata a seguito di ordinanza del Sindaco di Castelnuovo, ed in soluzione perentoria. Si rischia la denuncia purtroppo. Dico purtroppo perche' la via è bellissima. Ho scritto qualcosa sul Crinale.
    Ciao, a presto.
    Sturno

    RispondiElimina
  2. stato dell'ordinanza? non si può mai percorrerla o solo nei festivi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. purtroppo è vietata sempre. anche all'alba di un giorno settimanale d'inverno. peccato!

      Elimina
  3. Un uccellino, a piazzale Dante, mi ha detto che la via è stata richiodata. Ma resta vietata sempre e comunque...

    RispondiElimina
  4. ei ragazzi arrivo dopo un anno 2014 ma si fanno ancora gli svizzeri'

    RispondiElimina