"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 7 novembre 2010

Via Zuffa-Stagni

Partiamo di buon ora con la speranza di anticipare il maltempo e di metterci a tavola con la famiglia a mezzogiorno.

Subito dopo l’alba quindi siamo già a legarci alla base della Zuffa-Stagni, una via che solca con una bella linea la parete sud. Un tentativo in fin dei conti ben riuscito, anche se forse un po’ troppo duro per le nostre attuali condizioni.

Roccia spesso friabile con diverse prese ballerine, chiodatura a fix sufficiente, in più presenti alcuni vecchi chiodi; necessari 13 rinvii.


- 1° tiro (V; 25m): l’attacco è ben riconoscibile da una fettuccia blu tra gli alberi alla base. La via sale un diedro ben appigliato che con bei movimenti porta alla prima sosta su un comodo terrazzino.


- 2° tiro (6a+; 55m): lunghissimo e impegnativo, inizia con un delicato traverso verso sinistra, su una placca appoggiata ma marcissima, fino ad una fessura. Da lì sale a piombo lungo il grande diedro, quasi sempre strapiombante. È una lunghezza molto atletica, con il dedro che offre buone prese lungo la fessura centrale ma che richiede uno sforzo costante nella progressione in dufler.

Un tiro sicuramente bellissimo per chi è ben allenato ma io, già stanco, mi aggrappo a qualunque cosa pur di proseguire la via. Siamo certi di arrivare in cima solo al raggiungimento della scomoda sosta.


- 3° e 4° tiro (IV+, II; 30+10m): si sviluppa su per un camino molto stretto da superare dapprima all'interno, salvo poi uscirne in coincidenza di una strozzatura. Si giunge così ad una spaziosa rampa poco inclinata che porta per facili roccette e sentierino al prato sommitale. Presente una sosta all’inizio della rampa.



Il diedro all'attacco della via


L'esposto traverso iniziale del secondo tiro


Particolare sfocato del lungo diedro strapiombante


La terza sosta, poco dopo un alberello ben visibile dal basso, è abbastanza scomoda. Ci fermiamo un po' a meditare...


Lo stretto camino del terzo tiro


La logica linea di salita perfettamente visibile dal sentiero

5 commenti:

  1. Porca zozza!! bravi!! oramai non vi ferma più nessuno..

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  2. ...grande barba, volevo aggiungere qualcosa ma le foto e descrizione sono perfette.Delle tirate di collo!!!!Frais

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  3. Freccia...non ci conosciamo ma ovviamente ti sei meritato un posto in prima fila tra gli Alpinistidellambrusco...speriamo di trovarci presto..Complimenti ! tenere il passo il Barba non è compito semplice..

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  4. beh, nel secondo tiro abbiamo munto tutto quello che potevamo... non posso dire certo di essermelo goduto appieno! la prossima volta qualcosa di più semplice!

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  5. Nel dicembre 1970, in una mattina di folle esaltazione, ne feci la prima ripetizione e prima solitaria. Devo confessare che non me la ricordo più bene ma solo che nel punto più difficile mi ero quasi pentito! Ma ormai dovevo proseguire con la forza della disperazione! Mi consolo sapendo che ancor oggi, più di 40 anni dopo, qualcuno fatica su di lì.

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