"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

mercoledì 11 agosto 2010

Domès de Miage e Aig. de Bionnassay: una traversata quasi Imperiale

Il versante Nord-Ovest dell'Aig. de Bionnassay

"...sono concentrato a ripetere in modo meccanico il gesto più elementare dell'uomo, sposto un piede davanti all'altro con lo sguardo fisso sull'esile filo nevoso della cresta Est di Bionnassay, da entrambi i lati un vuoto nauseante precipita per quasi 1500 m, sono minuti in cui vivi con un'intensità tale da celarti la consapevolezza di ciò che stai relmente facendo...sosto un attimo, davanti a me ancora 1 Km di cresta da percorrere porta verso i dolci pendii glaciali del Dòme du Goùter, intorno un delirio di immagini, ma non posso osservarle, non ora,..."
L'avventura prettamente alpinistica di quest'estate ci porta sul massiccio del M. Bianco, vero paradigma della montagna e dell'andare in motagna, un caleidoscopio di pareti, creste, ghiacciai e pendii innevati. Tra le innumerevoli possibilità optiamo, come punto di partenza, per l'estremità occidentale del massiccio, e più precisamente del bacino glaciale di Trèlatète, nascosto dai grandi pilastri meridionali del Monte Bianco, un luogo appartato e fuori dal tempo. Qui non ci sono ascensioni a catena per i campioni dell'estremo, in queste propaggini "himalayane" del gruppo non c'è mai molta gente in giro, ed al tramonto, nei rifugi, potrà capitare di sentirsi sperduti in uno spazio ignoto.
L'idea di partenza è quella di compiere quella che viene comunemente chiamata come "la Traverseè Imperiale" ovvero la marcata linea di creste di roccia e ghiaccio al centro del Gruppo che dall'estremità occidentale porta in vetta al Monte Bianco. Le difficoltà alpinistiche maggiori si concentrano nel 2° e 3° giorno, dove si affrontano rispettivamente la Traversata dei Dòmes de Miage e la scalata sulle affilate creste della cima di Bionnassay. Preventiviamo 4 giorni per l'intera traversata, con diverse incognite, poichè nessuno conosce personalmente questi posti.

1° GIORNO_ LES CONTAMINES-RIF. DES CONSCRITES

2° GIORNO_RIF. DES CONSCRITES-RIF. DURIER_Traversata dei Dòmes de Miage

3° GIORNO_RIF. DURIER-LES CONTAMINES_Traversata dell'Aiguille de Bionassay (4052) e salita al Dòme de Goùter (4304)

1° GIORNO_ LES CONTAMINES-RIF. DES CONSCRITS

DISLIVELLO SALITA: 1550 m
DISLIVELLO DISCESA: 0 m
TEMPO: 4.45 ore
DIFFICOLTA: E sino al Rif. Trèlatète, EE più avanti

Parcheggiamo l'auto in Francia nel verde paese di Les-Contamines, frazione di St-Gervais, e ci incamminiamo con 17 Kg di zaini sulla schiena lungo la bella mulattiera che sale a tornanti in un bosco di conifere. Superato il Rif. di Trèlatète (1970m) l'ambiente si fà più spettacolare e si mette piede sul ghiacciaio coperto di detriti. Il suo attraversamento non necessita di ramponi. Lo risaliamo senza percorso obbligato, ed in prossimità della vera fronte del ghiacciaio, si devia nettamente a sinistra e si supera un salto roccioso con l'aiuto di scale in ferro. Da qui in breve giungiamo al Rif. des Concrits, dove dalla terrazza del rifugio godiamo di un spettacolare tramonto sulle cime di Trèlatète.

Le verdi praterie che precedono il ghiacciaio di Trèlatète

Le diverse faccie del sentiero che porta al Rif. des Conscrites

Il rif. des Conscrits 2602 m

Lanfiteatro di vette che coronano il ghiacciaio di Trèlatète

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2° GIORNO_RIF. DES CONSCRITES-RIF. DURIER_Traversata dei Dòmes de Miage

DISLIVELLO IN SALITA: 1400
DISLIVELLO IN DISCESA: 400
TEMPO COMPLESSIVO : 7 ore circa
DIFFICOLTA': PD+/AD-

Oggi si affronta la traversata dei Dòmes de Miage, una splendida cresta che attraversa l'articolato complesso di cime che culminano con la vetta del Dòmes 3672 m. Partiamo alle 4.45 circa dal Rifugio, il cielo è stellato, le previsioni meteo per oggi sono discrete. In ripida salita si guadagna la Cima dell'Aig de la Bèrangère (3425 m) che apre le porte alla vera e propria traversata. E' l'alba, ma in pochi minuti il cielo si è coperto e le nubi avvolgono tutte le cime circostanti, la visibilità è quasi nulla. Proseguiamo sul filo di cresta, unico vero punto di riferimento che ci indica la direzione da seguire. Spira un forte vento e fa freddo, lungo il tratto più affilato della cresta nevosa fatichiamo a darci il cambio con le cordate dirette al rifugio Conscrits che affrontano il percorso nel senso inverso al nostro. Qui la visibilità è praticamente nulla siamo nel tratto più estetico e panoramico della traversata, ma cio che ci è concesso vedere sono solo le sagome degli alpinisti che ci appaiono d'improvviso tra le nebbie. Molti alpinisti effettuano la traversata compiendo un percorso ad anello con partenza e ritorno dal Rif. Conscrits, noi invece proseguiamo la traversata verso La vetta del Dòmes e quindi al Rif. Durier. Dopo aver superato la vetta del Dòmes per pochi attimi le nuvole si dissolvono, scattiamo qualche foto e ripartiamo in discesa su cresta rocciosa. Alcuni tratti sono delicati, superiamo un salto verticale con una doppia da 25 m e verso le 12.00 siamo al Durier.

In blu la parte finale della traversata dei Dòmes, in verde la parte iniziale della cresta di Bionnasssay

Purezza di linee in un raro momento di "sole"


La vetta dei Dòmes 3672 m
La parte finale di cresta rocciosa che scende al Rif. Durier Il rif. Durier 3369 m_16 posti lo gestisce da sola una ragazza di 22 anni !!

il versante nord dei Dòmes
Il versante roccioso della Bionnassay, a picco sul rifugio è la meta di domani

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3° GIORNO_RIF. DURIER-LES CONTAMINES_Traversata dell'Aiguille de Bionassay (4052), e salita al Dòme de Goùter (4304)

DISLIVELLO SALITA: 1150 m
DISLIVELLO DISCESA: 2700 m
TEMPO COMPLESSIVO: 12/14 ore
DIFFICOLTA': AD+

Prenottare al Rif. Durier è un'esperienza particolare anche per chi è abituato ai rifugi. E' piccolo e spartano, ovviamente senza servizi igenici e riscaldamento. E' frequentato sopratutto dalle guide alpine che accompagnano i loro clienti sulla cresta di Bionnssay. E' anche il nostro obbiettivo e rappresenta, sicuramente, la parte pIù spettacolare del giro, ma anche la più difficile e la più pericolosa. Le difficoltà si concentrano in salita in tratto roccioso di circa 200 m con difficoltà sino al IV° e nell'affilata cresta di ghiacccio da affrontare in discesa. Alle 02.45 siamo la 2° cordata a partire (in tutto siamo 6). La prima parte di cresta alterna tratti di roccia a tratti su neve, e la risaliamo velocemente in conserva. A circa 3700 m ci troviamo a costeggiare una ripida parete di roccia, le traccie sulla neve improvvisamente scompaiono, mi trovo un attimo disorientato, spiazzato, realizzo che la via prosegue in verticale. Alzo lo sguardo, la luce della frontale illumina la scura parete dalla curiosa conformazione a lame che si innalza in maniera netta e decisa, quasi minacciosa. Gli evidenti segni dei ramponi sulla roccia ci tolgono ogni dubbio: dobbiamo salire da qua. Il primo tiro presenta già passaggi di IV°, è piena notte, arrampichiamo con i ramponi, con 17 Kg sulle spalle, con i guanti e fa freddo. Joe ha un attimo di esitazione sul primo passaggio, poi supera una sporgenza a fatica imprecando, e scompare alla vista. Poco più in alto, scorgo le luci frontali di una cordata impegnata su un diedro verticale che apparentemente mi pare insuperabile. Passano alcuni istanti dove prevale la paura. Lungo la via non vi è nessun punto di ancoraggio fisso ed è tutta da attrezzare con cordini e friend, nel caso ci dovessimo bloccare sarebbe un vero problema scendere. La motivazione psicologica il più delle volte, in montagna, fa la differenza, siamo entrambi decisi a salire, ci concentriamo sui movimenti, la conformazione della roccia a lame permette ottime prese per le mani, e con i ramponi ai piedi riusciamo a sfruttare anche la più piccola cavità nella roccia. Ci alterniamo nei tiri, la via prosegue sempre molto esposta e sostenuta sino al pendio glaciale che conduce in sommità. L'arrivo in vetta alla Bionnassay, è il momento più magico della nostra giovane esperienza alpinistica. La cima è spaziale, è una lama di neve e ghiaccio di rara bellezza. Pianto la piccozza, mi assicuro, ed in bilico sulle punte dei ramponi sono costretto ad ancorare lo zaino per poter tirar fuori la bottiglia d'acqua e bere. Sono circa le 07.30 quando partiamo per affrontare l'affilata cresta nevosa della Bionnassay, il tratto più estetico, più bello, ma il più pericoloso della traversata. Fortunatamente le condizioni della neve sulla cresta sono ottime, e contrariamente alle previsioni il vento è debole. Le foto descrivono meglio di qualunque parola la bellezza di questo tratto, l'errore non è ammesso. Per non deconcentrarci, lungo il tratto più affilato, non scattiamo nemmeno una fotografia. Giunti alla depressione del Col de Bionnassay risaliamo, sempre su cresta nevosa, in direzione del Dòme de Goùter. Il Giampa in questo tratto è vistosamente affaticato, gli utimi 100 metri verso la vetta sono un calvario. La vetta del Bianco è davanti a noi, ma si sa c'è anche la discesa, ed a malincuore non completiamo l'ultimo tassello della "traverseè Imperiale". Comunque soddisfatti scendiamo al Rif. del Goùter lungo la facile via normale francese al M. Bianco. Da qui ci aspettano ancora 1500 m di discesa lungo uno dei percorsi più pericolosi e mortali delle alpi: il Grd Couloir. Si tratta di un sentiero scosceso tra sfasciumi di roccia percorso da migliaia di Alpinisti/escursionisti. La pericolosità consiste nel fatto che la gente reciprocamente si tira in testa i massi. Capita anche a noi e nella sfortuna siamo miracolati quando schiviamo per pochi cm un masso dal diametro di quasi 1 m!! Il trenino a cremagliera che ci doveva agevolare la discesa è stato chiuso qualche giorno fa, proseguiamo quindi prima a piedi poi una telecabina ci porta a valle. Sono circa le 17.00 quando a Les Houches realizziamo che ci separano dalla macchian più di 20 Km. Tornare a Les Contamines è un'altra vera avventura, dopo treno, autobus, atostop e tratti a piedi arriviamo ai prati di Les Contamines dopo le 20.00. Sono passate quasi 18 ore dalla colazione consumata al Rif. Durier, ma abbiamo ancora tempo per, lavarci in una fontana e come se niente fosse entare in un bel ristorante per una fonduta di formaggio ed una bottigia di vino! Ubriachi più di stanchezza che di vino piantiamo la tanda e ci infiliamo nei sacchi a pelo, poi scende un diluvio universale,..ma non importa, ormai ci sentiamo al sicuro e ci addormentiamo profondamente...


Tratti di roccia sulla via di salita

Ultimi pendii glaciali sotto la vetta

La vetta dell' Aig de Bionnassay 4052 m


In discesa lungo la cresta est

I Dòmes e l'Aig de Trèlateète visti dalla vetta della Bionnassay

Linee pure della cresta est di Bionnassay

Il Giampa non ne ha più il Joe si!

In vetta al Dòme de Goùter 4304 m

La vetta del Bianco è li, in primo piano lo storico Bivacco-Osservatorio Vallot


Gli sfasciumi del Grd Couloir, che portano al Rif. del Goùter sono il percorso più pericoloso e mortale della Alpi


bagno rigenerante




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