"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

giovedì 12 ottobre 2017

MONTE ARGENTERA_cresta Sigismondi



Bella e lunga trasferta sulla vetta delle Alpi marittime! La punta sud di Cima Argentera (3297 m) riceve le maggiori visite principalmente dalla via normale che sale dal Rif. Remondino. Si tratta di un percorso detritico che sfrutta una cengia ascendente sulla parete est e che permette di raggiungere la cima con limitate difficoltà. Sul versante sud/ovest, corre una bella e lunga cresta di roccia che sale sino in vetta con una  scalata di livello medio: la cresta Sigismondi. La roccia è buona, ed il percorso sempre aereo e divertente. Lungo la via non è presente alcuna attrezzatura e le difficoltà massime non supereno il III+. Noi abbiamo percorso tutta la cresta procedendo in conserva o conserva protetta senza effettuare mai un tiro di corda.  Si segue sostanzialmente sempre il filo di cresta, solo nella prima parte che sale a punta Purtschelle conviene  rimanere più al centro in quanto in prossimità della cresta le difficoltà aumentano, poi si segue sempre il filo di cresta che si fa via via più affilato, sino in prossimità dell'anticima dove la via spiana decisamente e per facili roccette conduce alla croce di vetta. Complessivamente abbiamo impiegato per la salita circa 4,5 ore  comprese le soste. Per la discesa al Rif. lungo la via normale considerare 2,5 ore.
Il locale invernale del Rif. Remondino è posto nel sottotetto accessibile con scala a pioli esterna, ha 12 posti letto con materassi e coperte. All'esterno è presente una fontana, ma al momento della nostra visita non erogava acqua. Tanti stambecchi nei dintorni del Rifugio, notte passata con un escursionista Francese dove abbiamo imparato una nuova parola: bouquetin (stambecco).
Percorsa la cresta in completa solitudine, in una splendida giornata autunnale, temperatura ottima, assenza totale di neve (inutile portarsi i ramponi). Inutili le scarpette d'arrampicata, inutili e fastidiosi gli scarponi rigidi, via da percorrere con scarpe d'avvicinamento.

sopra_tracciato della cresta Sigismondi vista dal Rif. Remondino
blu_punta Purtschelle
verde_punta genova
rosso_vetta Argentera sud 

 viola_piana del re (P auto)
blu_rif. Bozano
Rosso_rif. Remondino e cresta Sigismondi
verde_via normale

 in salita verso il rifugio

il rif. Remondino

 accesso al locale invernale


 compagni di viaggio

 tramonto rosso


alba sulle marittime

 al colle Freshfield inizia le cresta

 a punta Purtschelle la vista spazia lungo tutto il percorso




 aerea...

 facile...

 divertente...


 su punta Genova, inizia l'ultima sezione

 Pianura 


su e giù



 Barba felice e polleggiato


 ultime rampe



 la cresta percorsa


croce di vetta





 in discesa sulla normale_in verde la cengia diagonale sulla parete est al colle dei detriti
rosso_cresta Sigismondi


finalmente autunno

domenica 30 luglio 2017

PIZZO BADILE_VIA COOLIDGE PER LA CRESTA SUD (via Normale)



 
  
Il Pizzo Badile è un castello di roccia! Risalendo da Bagni di Masino, appena si guadagna la conca erbosa della Val Porcellizzo, il Badile appare come una vera roccaforte. La muraglia di torri e cime di Granito continua con Punta Sertori, il Pizzo del Cengalo, i pizzi Gemelli, e poi bisognerebbe continuare sul famoso sentiero Roma per gustarsi appieno ogni angolo di queste vallate,…oltre c’è il versante Svizzero dove si apre un altro mondo di linee e prospettive perfette,…
Ma noi abbiamo solo due giorni per gustarci questo nuovo mondo, e la scelta ricade sulla vetta del  Badile salita lungo la via dei primi salitori, un certo W.A. Coolidge, che di belle salite se ne intendeva. E’ considerata la via normale ed il percorso più facile per raggiungere la cima. Percorre la cresta sud sfruttando le debolezze della parete che osservata dalla capanna Gianetti appare ben più ripida e verticale. E’ possibile effettuare buona parte della discesa sulla ripida parete sud-ovest dove sono state attrezzate nuove soste per 5 lunghe calate a corda doppia (obbligatorie 2 mezze corde da 60 m) effettuando così un percorso ad anello molto bello e più vario rispetto a percorrere la via normale sia in salita che in discesa.
La salita alla Capanna Gianetti è lunga, faticosa ma molto bella e varia ed i 1400 m di dislivello passano piacevolmente. La Capanna, sorge in posizione dominante proprio sotto ai giganti di Granito,  e la famiglia Fiorelli conduce ormai da diverse generazioni il rifugio imprimendogli uno stile semplice ed autentico.
La salita vera e propria alterna tratti di arrampicata e passaggi sino al III+,  a tratti più semplici dove la forte esposizione suggerisce comunque una progressione in conserva protetta. La domenica con Alle siamo i primi a partire di tre cordate e seguendo qualche cordino e segno di passaggio ci facciamo strada sino in vetta  che raggiungiamo alle 10 in circa 4 ore dal rifugio. Per la discesa impieghiamo circa lo stesso tempo, in quanto le lunghe calate a corda doppia alla fine non velocizzano più di tanto.
Una salita sicuramente consigliabile, in ambiente severo ed alpinistico che permette di raggiungere con soddisfazione una cima Prestigiosa come il Badile anche a chi non può “permettersi” itinerari più impegnativi.

Tempi:
Bagni di Masino-Capanna Gianetti: 3.45-4 ore
Capanna Gianetti-attacco: 1 ora
Attacco-Cima Badile: 3 ore
Cima Badile-Capanna Gianetti: 3.5 ore
Capanna Gianetti-Bagni di Masino: 3 ore

In rosso la salita lungo la cresta sud, in blu le 5 doppie di discesa sulla parete sud-ovest


 
 ingresso in Val Porcellizzo


 Badile, Sertori Cengalo



 
 La Capanna Gianetti


 Il profilo dello spigolo Vinci al Cengalo

 Il  cane della capanna

 sulle prime rampe

 il passo del Gatto



 salita facile e divertente


 il bellissimo tratto che porta nell'imbuto della parte alta

 Il camino che porta verso la rampa finale

ormai in prossimità della cima

Il Disgrazia 

In vetta al Pizzo Badile


 L'uscita della via Cassin alla Parete Nord-est

 iniziano le doppie nella ripida parete sud-ovest


 


l'ultima vertiginosa calata