"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 20 gennaio 2019

HOHE KREUSPITZE_P.ta Altacroce in val Racines

 

In questa prima parte dell'inverno le Alpi sono spaccate in due: a Nord paesi e valli sepolti di neve a sud secco, sole, ed assenza di bianco. In mezzo corre la linea di confine tra Italia ed Austria dove in poco più di 10 km si passa dai prati verdi a muri di neve. E' l'effetto STAU che genera abbondanti nevicate a nord delle Alpi ed un vento caldo e secco a sud.
Con Nicola puntiamo proprio alla linea di confine, dove contiamo di trovare la giusta quantità di neve per fare una bella giornata sugli sci. Risaliamo la val Racines sino al termine della strada in località Vallettina. Con gli sci risaliamo a malga Klammalm, dove la neve è abbondante e tutta naturale, il cielo è azzurro ed i panorami finalmente invernali. Prendiamo la deviazione per P.ta Altacroce e con bella salita guadagniamo il colle dove prima un traverso poi un breve pendio ghiacciato ci portano alla bella croce di vetta. La neve ricopre e decora magnificamente tutto le cime e le valli che ci circondano: sotto di noi la valle di Plan e la val Passiria, a nord la Piramide del Tribulaun  svetta sulla val Ridanna e la val di Fleres. Il vento ha lavorato e si alternano tratti di leggera crosta a tratti di farina ma è comunque sciabile ed in breve siamo di nuovo a valle per il pranzo del sabato. 

DISLIVELLO: 1260
QUOTA MASSIMA:2746
traccia gpx e descrizione QUI


 finalmente un ambiente invernale 


 malga Klammalm

 
 tracce di salita



 le valli di Vipiteno_Racines, Ridanna e Fleres,
 in fondo svetta il Tribulaun


  al colle

 la cima vista dal colle

 
 ultimi passi per il Nick


 
 Hohe Kreuspitze_p.ta Altacroce

 selfie di vetta

 pendii immacolati

 tratto ghiacciato sotto la vetta

  
 tracce di discesa

 in discesa




venerdì 23 novembre 2018

Si aprono le danze: Goulotte Mistica!

Indecisi fino all’ultimo sulla meta, una teutonica soffiata dai social ci convince a dirigerci verso il Passo Sella. Carichi come molle percorriamo una Val Gardena deserta e sempre più gelida mano a mano che il sole si abbassa. Dopo una comoda nottata in auto ci tuffiamo nella fredda notte dolomitica. L’obiettivo è Mistica, una goulotte ultimamente molto di moda sula Torre Innerkofler, gruppo del Sassolungo: un inizio di stagione decisamente scoppiettante, ma un’occasione da non perdere considerate le buone condizioni della neve.

Ci affrettiamo per raggiungere l’attacco alle prime luci dell’alba temendo di trovare affollamento, ma fortunatamente siamo soli a goderci i -15° di questa fresca mattina tardo autunnale. Superato in breve lo zoccolo (passaggi fino a 70°) ci leghiamo alla base dell’inizio vero e proprio della goulotte. La neve è portante e il ghiaccio sul più ripido non manca; superiamo il risalto, che impenna fino a 90°, con un primo tiro di corda. Dalla sosta si intravede già la famosa colata e capiamo che non sarà lunga come temevamo. Con un altro tiro incassato in una goulotte più facile siamo alla base della cascata. Non è molto grassa e Edo deve ripulire un po’ il ghiaccio strapiombante prima di passare agilmente oltre. Ben più penosamente il nonno e io ci trasciniamo su in un qualche modo, sono solo pochi metri ma ne usciamo con le braccia a pezzi. Una volta ripresi dallo sforzo ci attendono altri 300 metri di canale a 50/55° prima di uscire in cresta e sulla vetta della Torre Innerkofler a goderci un sole che fa quel che può per scaldarci e un panorama dolomitico favoloso.

La discesa sarà tutta a doppie, una decina fino alla base dello zoccolo; di soste ce ne sono a volontà, generalmente ottime, su chiodi e clessidre. Non ci resta che risalire il canale nevoso fino alla forcella, dare un ultimo sguardo sognante alle tante goulottes che ci circondano, scendere lo sfasciumoso Canalone Moppo (un vero schifo di ghiaccio e ghiaia) e avviarci nel sole pomeridiano verso il Passo Sella.

Salita il 18/11/2018. Goulotte molto bella in ambiente grandioso; vivamente sconsigliata con altre cordate davanti. Tutte le soste sono attrezzate, necessari alcuni chiodi da ghiaccio e protezioni veloci. Nelle attuali condizioni sono sufficienti tre tiri di corda. Impiegate circa 11 ore dall’auto all’auto, poco più di 3 ore la goulotte. Qui una delle relazione reperibili online.


 La colata del primo tiro



 Edo alla prima sosta, scomoda e nel bel mezzo di una strettoia


Il tiro centrale verso la base della candela


 Edo in azione sul passaggio chiave.
La colata sarebbe ben più agevole se fosse più grassa...




Il canale della parte alta. Spettacolo!

Autoscatto di vetta

giovedì 27 settembre 2018

UN MONVISO SETTEMBRINO_CRESTA EST

       

Il Monviso è uno dei profili più famosi delle Alpi. La sua piramide di roccia svetta elegante sopra la pianura padana e da sempre rappresenta un'inconfondibile punto di riferimento geografico, storico ed alpinistico. L'ascesa alla cima da parte di Quintino Sella, nel 1863, stimolò la nascita del Club Alpino Italiano, e da allora sono innumerevoli le vie aperte sulle sue pareti. La cresta est è una delle salite più classiche del Monviso ed anche una delle più abbordabili. Osservata dal rif. Sella si presenta come una linea netta che taglia per intero la parete est con un'estetica impeccabile. Ma è solo un'ingannevole percezione prospettica. La parete è solcata da un grande canale (canale ESE) che crea una spaccatura della parete sul cui bordo corre la cresta est. Il percorso pur essendo logico ed intuitivo, non è obbligato, e lascia spazio a diverse interpretazioni e varianti. 
Parcheggiata l'auto a caro prezzo (10 euro/giorno) a Pian del Re in circa 2 ore si sale al Rif. Sella che sorge sulle sponde del Lago grande di Viso proprio sotto la parete est. La colazione è per tutti alle 4.30, la maggioranza si dirige sulla normale mentre in 6/7 cordate puntiamo ad est. Rimontato lo zoccolo basale si procede per balze rocciose cercando "il facile" con passaggi che non superano il III. Nella prima parte attenzione a non spostarsi troppo in parete in quanto le difficoltà aumentano improvvisamente.  E' ancora buio, quando, per errore, ci spostiamo troppo dalla cresta e siamo costretti ad un tiro di corda non previsto dove un provvidenziale friend incastrato ci riporta sulla retta via. Un'alba magica infuoca la est del Monviso, intorno un mare di nubi avvolge la pianura. Saliamo ora slegati con passaggi di max III sino sotto il torrione S. Robert dove nei pressi di una targa in marmo ci leghiamo e proseguiamo con alcuni tiri di corda e tratti in conserva. La via si fa ora più aerea e divertente, si superano alcuni torrioni di bella roccia  sino ad un tiro di 30 m esatti (tiro chiave della via IV) che sbuca nei pressi della "via della lepre" (grossa scritta su un masso di roccia). Si ignora la deviazione e si prosegue sulla destra risalendo ancora qualche risalto di roccia sino ad incrociare la via normale a pochi metri dalla croce di vetta. La discesa per la parete sud lungo la via normale è tortuosa, impegnativa ed eterna. Sotto il passo delle Sagnette è presente una via ferrata attrezzata con catene che permette di superare un balzo roccioso di circa 200 m. Una lunga salita decisamente consigliabile, che con difficoltà contenute permette di effettuare una bella traversata del Monviso.

note tecniche:
difficoltà: AD-, max III sino a sotto il torrione S. Robert, poi la scalata diventa un pò più continua con qualche tiro di corda di max IV; per il torrione S. Robert considerare 1 ora in più;
tempi impiegati: 5,30 ore dal rif. alla vetta, 4 ore per la via normale in discesa sino al rif. Sella;


salendo verso il Rif. Sella

la nord del Monviso devastata da una torrida estate

il Rif. sella sulle sponde del lago grande di Viso


la linea  della cresta est osservata dal Rifugio



riposo pomeridiano


 i profili del Monviso

 alba sulla pianura padana


 sopra il mare di nubi


la est si infiamma





tra le pieghe della parete







 il Nonno sui gendarmi finali





il tiro chiave su roccia ottima



 i torrioni finali della cresta

 congiungimento sulla normale




la croce di vetta del Monviso

 in discesa sulla parete sud (in rosso il colle delle Sagnette)


 il bivacco Andreotti

 la parete sud della via normale


in discesa lungo la ferrata delle Sagnette