"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 7 luglio 2019

SULLE CRESTE DEL CATINACCIO_CRESTA SUD


 

 Alzi la mano chi non è mai stato al Rif. Gardeccia. Quasi impossibile, per un frequentatore di montagna, non essere passati da quelle parti da bambini e non solo. Una conca prativa dalla quale si innalza la parete sud-est del Catinaccio che con il suo caratteristico profilo incornicia uno degli scenari più belli e fotografati delle Dolomiti. La croce di Cima Catinaccio 2981 m è un sogno proibito per tanti escursionisti, la via più facile che sale in vetta è infatti una via di arrampicata che seppur breve e non troppo difficile (max III+) fa comunque una bella selezione dei pretendenti alla cima. Decidiamo di tenere quest'ultima come via di discesa e di salire per la più bella e divertente cresta sud compiendo un'elegante traversata, nel complesso sarà un gitone d'ambiente che ci regalerà una bella soddisfazione.
Saliamo sabato pomeriggio al rif. Fronza alle Coronelle dove poco distante montiamo la tenda. Da qui è impressionante vedere i danni ai boschi circostanti causati della tempesta dello scorso autunno, il paesaggio è stravolto.
Domenica mattina poco dopo le 5 siamo in cammino lungo il sentiero Santner, dopo circa 30 min lo si lascia per puntare all'evidente forcella sud che si raggiunge con tratti di facile arrampicata. Qui parte il tratto alpinistico, ci leghiamo e procediamo a tiri fino alla cima sud (12/13 tiri complessivi). Il primo tratto per rimontare la cresta non ha percorso obbligato e mi ritrovo da subito su una variante più ripida. Dopo 3 tiri siamo in cresta dove si apre un panorama dolomitico spettacolare con i pinnacoli di roccia che sbucano tra le nubi. Procediamo, con altri 3 tiri sull'esposta cresta "a pettine" tra guglie, traversi e paretine sino a sotto il muro giallo. Cedo ora il comando al Nonno che, dopo un tiro di riscaldamento, supera agevolmente anche il tratto più ripido della via dove una simpatica chiave infissa nella parete ci ricorda (non che ce ne fosse bisogno) che è il passaggio chiave della via. Sono circa 8 m verticali in forte esposizione, dove tuttavia gli appigli non mancano ed anche diversi chiodi infissi nella parete proteggono molto bene questo tratto. Ora le difficoltà calano, ed in breve sbuchiamo a cima sud. Cambiamo assetto, corde nello zaino, infiliamo le scarpe da trekking e percoriamo il tratto di cresta che ci separa dalla vetta principale che raggiungiamo in circa 30 minuti con tratti camminati e facili roccette. Dopo aver osservato per tanti anni i profili del Catinaccio dal basso, siamo finalmente alla croce di vetta circondati da un universo di roccia con una prospettiva da privilegiati! Il Catinaccio d'Antermoia ci fronteggia, le torri del Vajolet giocano a nascondino con le nubi, mentre davanti a noi si innalzano i pinnacoli rocciosi della Croda di Re Laurino. Scendiamo ora per la cresta nord, si procede con facili ma esposti passaggi sospesi tra i soleggiati precipizi della parete sud-est ed i vapori di nuvole che risalgono da nord sino ad incrociare un colletto dove partono le corde doppie lungo il canale della via normale. In realtà la via normale risale leggermente più a sinistra (orografica) e pertanto le calate a corda doppia lungo l'angusto canale si utilizzano solo per la discesa. In 3 calate (corde da 50 m) siamo alla base. Devo dire che questo tratto di parete dove sale la via normale (che osservavamo da tempo) è abbastanza deludente, in quanto breve, monotona, e poco invitante. Decisamente un altro mondo rispetto alla soleggiata, aerea e varia cresta sud che con difficoltà di poco superiori (per un breve tratto) ti accompagna in un viaggio sulle creste del Catinaccio.


 l'elegante profilo del Catinaccio visto dalla conca del Gardeccia, in rosso la cresta sud
(foto da Wikipedia)

il percorso visto dal Rif. fronza

 in blu il sentiero attrezzato Santner, in rosso la cresta sud di salita, in verde la via normale di discesa
ACCESSO: la via parte dalla forcella sud, raggiungibile sia dal rif. Gardeccia che dal rif. Fronza con difficoltà equivalenti. Da quest'ultimo l'accesso è più breve come è più breve il rientro sfruttando la via via ferrata Santner.
DIFFICOLTA' CRESTA SUD: prevalentemente III, un pò di II qualche passaggio di IV. Il passaggio chiave è ripido e non banale ma abbastanza breve (IV+/A0). Ottima la relazione e lo schizzo di via della guida di Bernardi. Chiodi presenti solo nei tratti più ripidi. Le soste presenti sono circa la metà, le restanti si fanno comodamente su spuntoni. Corde da 50 m sufficienti. Utili friend e dadi.
TEMPI: totale traversata comprese soste_ 10/11 ore, Tempi parziali da noi impiegati:rif. Fronza-forcella sud_1 ora; forcella sud-cima sud_5 ore in cordata da tre; cima sud-cima nord_30 min, cima nord-rif. Santner_1,5 ore; rif. Santner-rif. Fronza_1,5 ore. Dal rif. Fronza all 'innesto della via normale non abbiamo incontrato nessuno.


 il campo tenda

 la cresta sud sabato al tramonto

 crepuscolo

 il profilo di Alle alla forcella

 sui primi tiri

 profili dolomitici

in cresta

ambiente spettacolare

 traverso di un gendarme

 dove si va?

 cresta a pettine

 Alle

 il Latemar fà da sfondo

 si sale sempre su percorso aereo e divertente

 
a metà cresta

l'uomo chiave, sul tiro chiave con la chiave 

 la devastazione che ha lasciato la tempesta delo scorso autunno

 


 bei passaggi e bella roccia 


 
 il passaggio in spaccata

 ultimo muro

 cima sud

 in giallo il rif. Fronza

 il tratto verso cima Catinaccio

 si procede su divertenti roccette 

 la croce di cima Catinaccio

 selfie di vetta

 la cresta nord che si percorre sino al colle roccioso da dove partono le doppie


  la croda di re Laurino

 sbucano le torri del Vajolet

 quasi al colle

 iniziano le doppie


il canale di discesa in verde, in giallo poco più a sinistra la via normale di salita



domenica 9 giugno 2019

STRALHORN_SUL CORNO FULGENTE DEI MISCHABEL



I primi raggi di sole irrompono sull'Allalingletcher e tingono di rosa la cupola ghiacciata dello Stralhorn. I seracchi fulgenti contrastano con le scure rocce del Rimpfischorn, abbiamo il privilegio di trovarci nel bel mezzo di un quadro che solo la natura sa regalare. E' tutta qui la magia della montagna, brevi istanti di pura meraviglia.
Lo Stralhorn è una vetta Svizzera di 4190 m, facente parte del Gruppo dei Mischabel. I dolci pendii nevosi del versante nord lo rendono particolarmente adatto allo scialpinismo. 
Sabato 1 Giugno con Paolo a Nick entraimo in una Saas Fee deserta e silenziosa. Le pareti del Taschhorn e del Dom precipitano vertiginose sulle caratteristiche case Walser del Paese mentre la visione delle cupole nevose dell'Alphubel e dell'Allanihorn è disturbata dagli impianti a fune che danno accesso ai campi da sci. A Saas Fee è vietato l'ingresso alle auto, un grosso e brutto parcheggio di cemento all'ingresso del paese non rende giustizia ad un paese che già risente dello strapotere della vicina Zermatt con cui non può rivaleggiare.
In primavera la funivia del Felskinn effettua una sola corsa al giorno per trasportare gli scialpinisti verso la Britanniahutte base di partenza di tutti i tour della zona. Noi prendiamo l'ultima corsa della stagione, e raggiungiamo la Britanniahutte su comoda traccia nevosa in circa 45 minuti dalla stazione a monte. Il rifugio sorge in posizione dominante sull'Allalingletcher con bella vista sul Stralhorn e Rimpfishorn. Cena buona ma con porzioni minime, 72 euro per la mezza pensione con sconto CAI, struttura comunque ben organizzata e ben tenuta. Sveglia alle 3.45 partenza alle 4.30 alla luce della frontale subito in discesa per guadagnare l'avvallamento del ghiacciaio. Risaliamo lungamente puntando all'evidente sella nevosa dell'Adlerpass. L'alba ci coglie alle spalle, i primi raggi che spuntano da dietro il Pizzo d'Andolla trasformano lo Stralhorn nel Corno Fulgente dei Mischabel. Il cielo è terso e raggiunto l'Adlerpass si apre un panorama spaziale. Da qui alla croce di vetta è una passerella sul Vallese con visioni alpine di prim'ordine. La discesa è veloce e su buona neve, la ripellata per tornare alla Britanniahutte è l'ultima fatica poi è una picchiata su Saas Fee dove le piste ancora innevate permettono di arrivare alle porte del paese tra i prati verdi ormai in fiore.



DIFFICOLTA': BSA, facile percorso glaciale, con inclinazione mai eccessiva. Deposito sci 50 metri sotto la croce di vetta che si raggiunge percorrendo qualche roccetta;
TEMPI: Felskinn-Britaniahutte 45 min, Britanniahutte-Stralhorn 4/5 ore.
NOTE: in stagione primaverile una sola corsa al giorno della funivia (16.30 nel 2019). Prezzo 42 CHF. Parking auto 14 CHF/giorno

le case Walser di Saas Fee

L'Alphubel domina su Saas Fee

contemplazione alla Britaniahutte

Il Rifugio


 aperitivo con vista sulla meta di Domani

 partenza alla luce delle frontali

Allalingletcher

alba

i raggi di sole illuminano l'Allalingletcher

 il Rimpfischhorn

 il Corno Fulgente

Paolo felice


 verso l'Adlerpass




 si sale per dolci pendii

 all'Adlerpass compare il gruppo del Rosa

 la conca prativa di Zermatt


risalendo la calotta sommitale il panorama si apre a 360°

 Il Nick e la Corona Imperiale
da sx: Dent Blanche, Obergabelhorn, Wellenkuppe, Zinalrothorn, Schalihorn, Weisshorn

 ultimi passi, 4190 m

la croce di vetta


Paolo, Nick e Giampa in vetta al corno Fulgente

Panorama di vetta

 il Gruppo del Monte Rosa

 da sx: Taschhorn, Dom, Lenzspitze, Nadelhorn

 il Gruppo della Weissmies
da sx: Fletschhorn, Lagginhorn, Weissmies, Pizzo d'Andolla

 Magico Oberland
da Sx: AbeniFlue, Jungfrau, Monch, Aletschhorn, Gross e Hinter Fiescherhorn, Gross Grunhorn, Schreckhorn, Lauteraarhorn, Finsteraarhorn

 il profilo della cresta Signal


Monte Bianco e Cervino

si parte per una sciata da privilegiati

 Paolo in azione

 passaggio sotto i seracchi


Giampa

Nick


arrivo a Saas Fee tra i prati ormai in fiore