"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

domenica 13 ottobre 2019

SUI SATELLITI DEL MONVISO_CRESTA EST DI PUNTA UDINE E PUNTA ROMA



Torniamo a Pian del Re, esattamente un anno dopo la cresta est del Monviso, questa volta c'è anche papà Niccolò e la meta sono Punta Udine e Punta Roma due cime che fanno parte dei satelliti del Monviso. Su queste cime rocciose, si sviluppano percorsi di tutte le difficoltà, dalla via Normale con facili roccette a vie  di alta difficoltà ottimamente attrezzate a spit. Ottimo punto di appoggio è il bel rifugio Giacoletti, situato proprio sotto a Punta Udine.
Le atmosfere ed i colori sono ormai autunnali, il rif. é già chiuso e così posizioniamo la tenda nella idilliaca piana del lago superiore con bella vista sulla nord del Monviso. L'umidità dei bassi strati inghiotte la pianura nelle nubi, mentre in alto il sole splende indisturbato in un cielo terso settembrino. Il campo base a circa 2300 m è il punto di transizione e siamo spettatori di suggestivi giochi di vapore. Sopra la tenda svetta la cuspide rocciosa di Punta Roma e con Niccolò partiamo leggeri e spediti per raggiungerne la cima e fare ritorno prima del tramonto. La salità è veloce e superata qualche roccetta siamo in vetta a goderci il momento. In breve siamo di nuovo al campo e la cena è servita con la squisita birra offerta da Niccolò.
Domenica mattina partiamo con le frontali accese, ed una magnifica alba ci accompagna al rif. Giacoletti. Il sole sorge dal mare di nubi ed infiamma la cresta est di punta Udine. La via attacca proprio sopra il rifugio sul versante est illuminato dal sole. Sono 12 lunghezze di corda mai difficili ed il percorso sempre ben segnato dai numerosi spit presenti lungo la via. Tutte le soste sono attrezzate con doppio anello e di fatto risultano praticamente inutili ulteriori protezioni. La salita scorre abbastanza veloce ed a mezzogiorno siamo in vetta per il pranzo domenicale. La discesa si effettua dalla ferrata che scende dal colle del Porco che in meno di  un'ora riporta al rifugio. Quattro rigeneranti bottiglie di birre a Pian della Regina concludono questo bel week end autunnale.

il tracciato della cresta est di punta Udine

Giampa fast & light

il Lago Superiore ed il lago Lausetto, in mezzo la piana erbosa del nostro campo tenda

 Niccolò ormai nei pressi di Punta Roma

 selfie a Punta Roma

sguarado verso sud

la bella cresta Gagliardone che collega Punta Roma a Punta Udine

 il pacco di Niccolò

si scende, la tenda è in vista




due polacchi e una nord


l'alba verso il rif. Giacoletti

 mare di nubi sulla pianura padana


 il rif. Giacoletti


il Nonno si prepara all'ombra del Monviso

 Punta Udine si infiamma

si parte!


 atmosfere settembrine

papà  Niccolò in posa

contrasti


 il nonno parte sul 10 tiro






tiro 11, ultima rampa



 punta Udine

Monviso o Ama Dablam?

 Niccolò medita un bagno rinfrescante

bye bye

venerdì 6 settembre 2019

Cresta Marimonti: spigolo di granito alla Punta Sertori


Per gli Alpinisti del Lambrusco Ferragosto vuol dire alta quota e gita sociale. Quest'anno un po' anomalo però ha sparigliato le carte, e all'appuntamento estivo non tutti avevamo la stessa voglia di calpestare ghiacciai sofferenti, dai quali giungevano a raffica notizie di crolli e instabilità. Io e il Nonno optiamo quindi per rispolverare le nostre abilità arrampicatorie, ormai sopite dall'eccessiva inattività, approfittandone per fare una visita a luoghi per noi nuovi, immancabili ed iconici come pochi altri: i colossi di granito della val Masino. L’obiettivo: la Cresta Marimonti alla Punta Sertori, dovrebbe soddisfare alla grande la nostra voglia di arrampicare senza presentare difficoltà eccessive; la successiva traversata al Badile per la cresta Est è l’ambizioso obiettivo finale.

Ci carichiamo quindi la tenda in spalla e ci lasciamo volentieri alle spalle il caos della val Masino salendo la bella val Porcellizzo fino al Rif. Gianetti, nei pressi del quale allestiamo il campo base, accompagnati da un gregge di pecore fin troppo curiose. Circondati da simili cattedrali di granito ci sentiamo immersi in queste vette tutte da scalare; il Pizzo Badile ci sovrasta benevolo scrollandosi via la nube che lo incappucciava nel pomeriggio.

L’indomani ci muoviamo che è ancora buio e raggiungiamo l’attacco mentre sorge il sole. La notte è stata più fredda del previsto e ad arrampicare in quel camino si gela. L’assaggio di quel granito comunque ci aggrada e proseguiamo per qualche tiro fino a ritrovare volentieri il sole. 
Decidiamo ora di complicarci un po’ le cose: il Nonno lasciando cadere il suo secchiello; io sbagliando completamente un tiro, andando a zigzag su terreno più difficile e roccia infida. Mentre torniamo sulla retta via ci sorpassa una cordata di tre bergamaschi, con cui condivideremo la salita, ma che soprattutto ci presteranno un secchiello semplificandoci non poco il resto della giornata. Procediamo quindi spediti su bella roccia e arrampicata piacevole, sempre a tiri, tutta da proteggere. La giornata è splendida e la salita è allietata da un panorama di prim'ordine. Aggirata la prima delle Cuspidi Ferrario cavalchiamo il filo affilato ed estetico della seconda, il passo più caratteristico della salita, in massima esposizione. Con altri 4 tiri, sempre a ruota dei bergamaschi, raggiungiamo la Madonnina della vetta. Arrampichiamo da più di 7 ore, 13 tiri, vediamo il Badile ancora lontano e decidiamo di rinunciare alla traversata; attendiamo scomodamente il nostro turno per calcare la minuscola vetta prima di gettare le corde doppie per la discesa.
Dopo circa 8 calate e senza troppi inghippi siamo sulla pietraia alla base di Punta Sertori. Ci attende, dopo una birra coi nostri nuovi amici al rifucio, un’altra fredda nottata al campo base, per goderci al meglio la piccola fuga tra i monti e prima di tornare al caldo della pianura.

Salita effettuata il 13-15/08/19


In vista del Rifugio Gianetti

 Il nostro campo base, condiviso stanotte con due ragazzi scozzesi.
Sullo sfondo Pizzo Badile, Punta Sertori e Pizzo Cengalo

 La pressoché costante compagnia ovina



 Il camino dei primi due tiri (ma meglio farne uno solo ignorando la sosta sulla sinistra)



 Arrampicata divertente


 Bel passaggio (ma le corde tirano a manetta!)



Il Cengalo e lo Spigolo Vinci ci fanno conpagnia

Dalla vetta, il Badile troppo lontano... alla prossima!