"...il miglior alpinista al mondo è quello che si diverte di più..."

mercoledì 17 agosto 2016

I GIARDINI INCANTATI DEL BERNINA_Biancograt e traversata dei Palù




Percorrendo i ripidi tornanti che dalla val Bregaglia salgono al passo del Maloja, ci si trova d’improvviso nella piana dell’Engadina. Chi si aspettava un paesaggio di montagna da sogno rimarrà deluso. Niente ghiacciai e picchi innevati, e niente guglie rocciose. L’ Engadina è una dolce valle baciata dal sole, dove è il turchese dell’acqua dei suoi laghi a dominare il paesaggio. Del Bernina neanche l’ombra. Il mondo dei ghiacciai e delle alte vette rimane nascosto quasi volesse prendere le distanze con la mondanità della valle. Bisogna proseguire sino a Pontresina, dove qualcosa inizia a cambiare. Qui, inoltrandosi nelle valli si ha l’impressione di essere in un club riservato a pochi eletti. Tutto appare perfetto, equilibrato, armonioso. L’atmosfera è leggera e rilassata e l’impressione è quella di trovarsi nel bel mezzo di un giardino incantato preparato appositamente per lo spettatore. Programmiamo la nostra visita al Bernina, con una traversata classica e spettacolare che permette di immergersi nei tre principali giardini glaciali del gruppo: il vedret Tschierva, il vedret Pers ed il vedret Morteratsch.
Non potevamo essere più fortunati, con tre giornate di meteo ottimo e condizioni praticamente eccezzionali lungo tutto il percorso. Insieme a Barba percorreremo una cavalcata memorabile dove ci riempiremo gli occhi delle meraviglie che le Alpi ogni volta sanno regalarci.
Sabato mattina risaliamo la bellissima val Roseg, e giungiamo al Rif. Tschierva che sorge in posizione invidiabile e dominante sulle vette del Roseg, Scerscen e Bernina. Un posto da sogno. Da qui parte la celeberrima cresta Biancograt che con il suo sinuoso percorso porta in vetta al Bernina. La prima parte sino alla Fuorcla Prievlusa è faticosa e da percorrere al buio. Le buone condizioni ci permettono di raggiungerla direttamente dal sottostante pendio innevato. In alternativa è presente un tratto attrezzato sulle rocce di sinistra. Si scalano direttamente alcuni torrioni rocciosi sino a portarsi all’inizio del tratto nevoso che troviamo in condizioni davvero eccezzionali con neve ben rigelata e gradinata. La presenza di ghiaccio complicherebbe non poco la progressione su questa esposta cresta. Giunti sul Pizzo Bianco, parte il tratto tecnicamente più difficile con alcune corde doppie e qualche passaggio obbligato di IV-. Come prevedibile si forma un vero e proprio ingorgo che ci obbliga ad un’attesa di quasi un’ ora. Barba coglie al volo l’occasione e vista l’esposizione soleggiata ne approfitta per schiacciare un vero e proprio pisolino. Superata la vetta svizzera, si traversa verso quella italiana, di pochi metri più bassa, poi per bella cresta nevosa e qualche roccetta si scende in breve al Rif. Marco e Rosa. Impieghiamo complessivamente circa 10 ore, soste comprese. 
Il lunedì di Ferragosto, proseguiamo attraversando la terrazza glaciale dei Bellavista e poi percorriamo la sorprendente traversata di cresta dei Piz Palù. Qui il grado di godimento è massimo, ammiriamo quietamente i giardini incantati che ci circondano e quei sublimi speroni che solcano l’orizzonte.  Scesi per la via normale del Palù orientale,  Barba mi fa notare che “finchè abbiamo ghiaccio bisogna calpestarlo” lasciamo quindi la traccia che punta alla funivia del Diavolezza e ci avventuriamo nel bel mezzo dei giardini percorrendo tutto il vedret Pers ed il vedret Morteratsch sino a valle chiudendo un anello a lungo sognato.


in verde l'avvicinamento al Rif. Tschierva, in Rosso la Biancograt al Piz Bernina
(foto scattata il 27/08/2012 da Fuorcla Surlej)


 rosso la Biancograt, in blu la traversata dei Palù ed il rientro per il Vedret pers
 http://www.guidealpine.biz

val Roseg: l'ingresso ai giardini

 si scopre il Piz Roseg

 e poi Piz Bernina e Scerscen

Il 1° giardino: la vedret Tschierva


 la Chamanna Tschierva: un luogo da sogno

 la severa nord del Roseg

 tramonto sul naso di ghiaccio dello Scerscen

 ultime luci sulla Eselgrat

 il profilo più famoso dei Giardini del Bernina

 Biancograt!

 l'esposta cresta che collega Bernina e Scerscen

Il Roseg domina la scena per gran parte della salita

 il profilo sinuoso della Crest'Alva (Biancograt)

 tanta gente sul percorso

 condizioni eccezzionali sulla cresta

 la terrazza dei Bellavista, che attraverseremo l'indomani

 l'ultimo tratto roccioso verso la vetta svizzera

 ingorgo sugli ultimi passaggi chiave


 in risalita sul ripido torrione finale


 Barba in arrivo sul Piz Bernina

 
 in discesa sulla via italiana verso il Marco e Rosa
(in blu la traversata Bellavista-Palù)


TRAVERSATA BELLAVISTA -PIZ PALU'

 Il Piz Bernina "Italiano"con  il Rif Marco e Rosa e la cresta Aguzza

 sulla terrzza glaciale dei Bellavista

 la cresta rocciosa del Palù occidentale

osservando i giardini incantati


 
 la vetta del Palù occidentale

 Barba e Giampa in vetta

 l'estetica cresta che porta al Palù centrale

 WOW!


 il 2° giardino incantato: il Vedret Pers, con in blu il percorso di discesa
(in arancio il percorso che porta al Diavolezza)

 
architetture glaciali

 i 3 sublimi speroni: Kuffner, Bumiller e Zippert

 nel bel mezzo del Giardino



il 3° giardino incantato: il vedret del Morteratsch chiude la nostra visita


venerdì 5 agosto 2016

Ritratti: Edo


Il più giovane tra Alpinisti del Lambrusco è un concentrato di pura energia. Sempre carico ed entusiasta, difficilmente si tira indietro da un progetto in montagna, specie quando si va in cerca di qualcosa che impegni intensamente fisico e mente. Cresciuto come puro arrampicatore sportivo, non ha mai abbandonato l'ambiente naturale in avventure diverse da quelle alpinistiche (epiche camporelle). Stufo del mondo orizzontale, ho poi abbracciato quello verticale: finalmente la montagna vera. Non ci ha messo molto per sentirsi a suo agio e ha rapidamente bruciato le tappe, compiendo in pochi anni una sfilza di ascensioni di tutto rispetto e di prime aperture. Eccellente scalatore su roccia, non è da meno quando si trova ad affrontare traballanti castelli ghiacciati, severi ambienti d'alta quota o ripidi pendii di neve powder. Retaggio dell'ambito sportivo, gli rimane una certa attrazione verso la componente tecnica delle salite più che quella romantica e storica. Indossa vestiti ormai logori ma mantiene lo stile tipico dell'atleta verticale: cuffietta, costume attillato e scaldacollo. Questo, in certi casi, può persino essere un bene: in fondo eleva la serietà e il mediocre livello del gruppo. Per Edo c'è un futuro in cui la montagna potrebbe diventare qualcosa di più importante rispetto ad una semplice passione. Compito degli Alpinisti del Lambrusco sarà mantenere vivo in lui quell'aspetto goliardico che rende più interessante la vita di un assiduo frequentatore di montagne, che sia professionista o alpinista da giorno libero. E quando scaleremo insieme, vibreremo della stessa tensione! Un'unica domanda rimane allora: ama più farsi selfie o farsi la sua ragazza?