"...il più grande alpinista al mondo è quello che si diverte di più" Alex Lowe

giovedì 27 settembre 2018

UN MONVISO SETTEMBRINO_CRESTA EST

       

Il Monviso è uno dei profili più famosi delle Alpi. La sua piramide di roccia svetta elegante sopra la pianura padana e da sempre rappresenta un'inconfondibile punto di riferimento geografico, storico ed alpinistico. L'ascesa alla cima da parte di Quintino Sella, nel 1863, stimolò la nascita del Club Alpino Italiano, e da allora sono innumerevoli le vie aperte sulle sue pareti. La cresta est è una delle salite più classiche del Monviso ed anche una delle più abbordabili. Osservata dal rif. Sella si presenta come una linea netta che taglia per intero la parete est con un'estetica impeccabile. Ma è solo un'ingannevole percezione prospettica. La parete è solcata da un grande canale (canale ESE) che crea una spaccatura della parete sul cui bordo corre la cresta est. Il percorso pur essendo logico ed intuitivo, non è obbligato, e lascia spazio a diverse interpretazioni e varianti. 
Parcheggiata l'auto a caro prezzo (10 euro/giorno) a Pian del Re in circa 2 ore si sale al Rif. Sella che sorge sulle sponde del Lago grande di Viso proprio sotto la parete est. La colazione è per tutti alle 4.30, la maggioranza si dirige sulla normale mentre in 6/7 cordate puntiamo ad est. Rimontato lo zoccolo basale si procede per balze rocciose cercando "il facile" con passaggi che non superano il III. Nella prima parte attenzione a non spostarsi troppo in parete in quanto le difficoltà aumentano improvvisamente.  E' ancora buio, quando, per errore, ci spostiamo troppo dalla cresta e siamo costretti ad un tiro di corda non previsto dove un provvidenziale friend incastrato ci riporta sulla retta via. Un'alba magica infuoca la est del Monviso, intorno un mare di nubi avvolge la pianura. Saliamo ora slegati con passaggi di max III sino sotto il torrione S. Robert dove nei pressi di una targa in marmo ci leghiamo e proseguiamo con alcuni tiri di corda e tratti in conserva. La via si fa ora più aerea e divertente, si superano alcuni torrioni di bella roccia  sino ad un tiro di 30 m esatti (tiro chiave della via IV) che sbuca nei pressi della "via della lepre" (grossa scritta su un masso di roccia). Si ignora la deviazione e si prosegue sulla destra risalendo ancora qualche risalto di roccia sino ad incrociare la via normale a pochi metri dalla croce di vetta. La discesa per la parete sud lungo la via normale è tortuosa, impegnativa ed eterna. Sotto il passo delle Sagnette è presente una via ferrata attrezzata con catene che permette di superare un balzo roccioso di circa 200 m. Una lunga salita decisamente consigliabile, che con difficoltà contenute permette di effettuare una bella traversata del Monviso.

note tecniche:
difficoltà: AD-, max III sino a sotto il torrione S. Robert, poi la scalata diventa un pò più continua con qualche tiro di corda di max IV; per il torrione S. Robert considerare 1 ora in più;
tempi impiegati: 5,30 ore dal rif. alla vetta, 4 ore per la via normale in discesa sino al rif. Sella;


salendo verso il Rif. Sella

la nord del Monviso devastata da una torrida estate

il Rif. sella sulle sponde del lago grande di Viso


la linea  della cresta est osservata dal Rifugio



riposo pomeridiano


 i profili del Monviso

 alba sulla pianura padana


 sopra il mare di nubi


la est si infiamma





tra le pieghe della parete







 il Nonno sui gendarmi finali





il tiro chiave su roccia ottima



 i torrioni finali della cresta

 congiungimento sulla normale




la croce di vetta del Monviso

 in discesa sulla parete sud (in rosso il colle delle Sagnette)


 il bivacco Andreotti

 la parete sud della via normale


in discesa lungo la ferrata delle Sagnette

lunedì 27 agosto 2018

SUL TRONO DEL ROSA: VIA ITALIANA A PUNTA DUFOUR (quasi)



"...Abbiamo probabilmente già superato i 4600 m, le vette glaciali che ci circondano sono tutte più basse, è davvero una visione sublime quella che si para davanti ai nostri occhi. Pur essendo cime già note, osservate da questa prospettiva hanno un altro sapore. Di fronte a noi il Lyskamm è maestoso, mentre i dolci profili che si innalzano dal ghiacciaio del Lys formano una delle più suggestive visioni glaciali delle Alpi. La sensazione è proprio quella di trovarsi su un trono, dalla cui posizione  privilegiata si dominano tutte le cime circostanti. La croce di vetta di punta Dufour è a vista e ci rimane da percorrere  ancora qualche roccetta della cresta sommitale. Seduti su alcuni massi di roccia rossa nei pressi del picco di Ostspitze che contraddistingue la vetta italiana contempliamo il mare di nuvole che ci circonda. Le previsioni parlano di temporali da metà giornata, non perdiamo altro tempo e decidiamo che oggi questa è la nostra vetta, ed iniziamo la discesa ..."

Un'altra bella gita estiva vissuta alla grande con il grande ritorno alle alte quote del Nonno. Il sole ci accompagnerà sino al ritorno alla tenda nei pressi del rif. Mantova e smontato il campo ci trasferiamo a valle. Siamo stanchi ed affamati ed è domenica sera, ma lunedì è per tutti il primo giorno di ferie dal lavoro ed allora prima tutti in pizzeria e poi montiamo furtivamente la tenda per passare la notte,....per una volta non abbiamo fretta di tornare a casa.

note tecniche: via Normale italiana, AD, III in roccia, prevalentemente I e II. Dal colle Gnifetti facilmente si sale a Punta Zumstein. Da qui si scende al colle per esposta cresta nevosa interrotta circa a metà da alcuni passaggi di misto a tratti delicati. La cresta di roccia era ben pulita, e non sono presenti passaggi difficili. Il percorso non è sempre obbligato e la roccia complessivamente buona anche se non mancano alcuni tratti più friabili. Considerare lo stesso tempo sia in salita che in discesa. dal Colle Gnifetti noi abbiamo impiegato circa 2.5 ore.




il campo tenda  nei pressi del rif. Mantova



alba al colle Gnifetti



si sale a punta Zumstein



punta Zumstein


ombre lunghe sui Lyskamm

 Corona Imperiale

 punta Dufour

 


 il tratto di misto in discesa verso il colle



WOW...da copertina!


 tratti divertenti in cresta




panorama glaciale sulle vette del Rosa



 la placca rocciosa che precede la cresta sommitale

sempre più su

sosta contemplativa e rigenerante nei pressi della cima Italiana

 immenso Lyskamm

punta Nordend

si scende per la via di salita

e si risale verso punta Zumstein




ultimi passi

 fine delle difficoltà

i dolci profili di Punta Parrot

in vetta alla Zumstein

pacifica discesa verso il colle del Lys stranamente semideserto oggi